Random reviews

Recensione di   gcausa gcausa

Don't Look Up

(Film, 2021)

Da vedere a tempo perso e senza pretese

Recensione di   Valentina Valentina

The Idea of You

(Film, 2024)

Solène è una proprietaria di una galleria d'arte in un sobborgo di Los Angeles, quarantenne madre single, si ritrova ad affrontare un divorzio non esattamente voluto ma necessario. Pronta ad affrontare un tanto desiderato weekend solitario nei boschi, il suo ex decide di rovinarle i piani, chiedendo di accompagnare lei la figlia adolescente con amici annessi al Coachella Music Festival, sconvolgendo non solo i suoi piani, ma inconsapevolmente anche la sua vita.Solène incontrerà casualmente Heyes Campbell, cantante della boyband più in voga del pianeta, gli August Moon, bello, famoso, carismatico…e ventiquattrenne. L'alchimia immediata tra i due, si trasforma ben presto in una relazione carica di passione. Ma ben presto la fama del giovane sarà artefice di mille sfide che la coppia e in particolare Soléne si troverà ad affrontare, rendendosi conto che sopportare una vita sotto i riflettori, non è una cosa poi così facile da sostenere. La premessa sembra quella di una sorta di fanfiction dedicata ad Harry Stiles (ma l'autrice del romanzo best seller dal quale The idea of you è tratto, Robinne Lee, smentisce categoricamente), ma il film riesce a spaziare concentrandosi non solo sul rapporto tra Heyes e Soléne dal punto di vista relazionale. Il personaggio di Soléne permette al film di esplorare diverse tematiche universali. Una delle più prominenti è la questione delle aspettative sociali riguardanti l'età e le relazioni. Soléne si trova a navigare un mondo che spesso giudica le relazioni tra persone di età diversa, specialmente quando la donna è più grande. Il film affronta anche il tema della maternità e del rapporto madre-figlia, mostrando come Soléne cerchi di essere un modello positivo per sua figlia mentre persegue la propria felicità.Anne Hathaway e Nicholas Galitzine hanno una chimica innegabile, palpabile e autentica, rendendo credibile la loro storia d'amore. Galitzine, nel ruolo di Hayes,

Recensione di   Frank Dulaney Frank Dulaney

Body of Evidence - Il corpo del reato

(Film, 1993)

Guardando questo film capisco tante cose: perchè Madonna non sia una grande cantante con una grande voce, ma una ottima manager di se stessa. Quindi è una donna con poco talento (il solo talento che ha...è quello di aver scopato con tutti gli uomini che hanno favorito la sua carriera).Qualcuno l'ha definita: la più grande puttana del mondo dello spettacolo! E forse ha ragione! Nel corso della sua lunga e gloriosa carriera ha saputo vendere la sua immagine ipersessualizzata per fare soldi e diventare quello che è oggi: una vera icona del sesso.E allora perchè ci sorprendiamo di questo film? In fondo è un film erotico, dove le scene più belle sono quelle dove Madonna appare nuda, con le sue bellissime tette e la sua figa cespugliosa; che prima monta il vecchio Andrew Marsh e poi decide di farsi montare dall'eccittato Goblim-Frank Dulaney. E allora è inutile scandalizzarci e montare critiche inutili su questo film; chiunque l'abbia visto l'ha fatto solo per vedere Madonna nuda che scopa! Perchè cosa pensate che gli abbia chiesto De Laurentiis quando ha chiamato lei per il film? " Madonna, tu devi sorridere, fare battute stupide, ma principalmente ti devi devi spogliare, mostrare le tette e il culo e scopare con Willem Dafore ! Perchè il pubblico vuole solo questo da te !" Perchè è questo che è Madonna: una polposa, burrosa, bambola del sesso creata per dare piacere agli uomini...

Recensione di   Ugo Pardo Ugo Pardo

Fantozzi

(Film, 1975)

Carattere letterario creato dallo stesso Paolo Villaggio, protagonista del film, la versione filmica e' sicuramente meno pesande nella denuncia della societa' e delle istituzioni che la opprimono, ma non per questo e' meno godibile ed affilata. Un imperdibile classico della commedia Italiana, Fantozzi e' il film meglio riuscito di tutta la serie, che nel tempo perde lo spirito di denuncia per diventare una tragicommedia demenziale.

Recensione di   Valerio Geraci Valerio Geraci

100 metros

(Film, 2016)

Ci sono film tecnicamente perfetti, di quelli che rapiscono per la loro bellezza estetica e maestria artistica e che fanno impazzire di gioia critici e cinefili. Ma ci sono anche film tecnicamente non eccezionali, che non colpiscono da questo punto di vista, che non impongono nuovi standard o che non sono particolarmente originali, ma che raccontano una Storia. Una bella Storia, una di quelle che ti rimangono dentro, e lo fanno con delicatezza, accompagnandoti durante la visione, facendoti sentire come un bambino a cui la mamma racconta una fiaba. Ecco, questo film ha molti aspetti che definirei tecnicamente 'nella media' (recitazione, fotografia, regia, sceneggiatura,...) ma racconta quella che, per quanto mi riguarda, è la più bella storia a cui mi sia mai capitato di assistere su pellicola; una storia che dimostra che tutto è possibile, ma questa volta per davvero, perché la storia di cui parla, è anche vera.A un uomo (in carriera, sposato e padre di famiglia) viene diagnosticata una sclerosi multipla fulminante, e gli viene detto che non riuscirà mai più a camminare per 100 metri tutti in una volta. Dimostrerà ai medici (e a se stesso) che si sbagliavano, decidendo di affrontare la prova fisicamente più dura al mondo: l'Iron man di triathlon (42 km di corsa, 3,8 km di nuoto e 180 km di bicicletta).

Recensione di   Marcus Daice Marcus Daice

Body of Evidence - Il corpo del reato

(Film, 1993)

Devo dire che più passano gli anni e più riconsidero Body Of Evidence, come un grande esempio di film erotico!Insomma: negli ultimi anni abbiamo celebrato la trilogia di 50 sfumature di grigio; come l'apice dell'erotismo... Che diavolo! Rispetto a BOE, sembra un film Disney...Certo, non è un capolavoro di triller; è inferiore al capostipite per eccellenza Basic Instinct; (come tensione e suspense, ma non come erotismo): la regia è affidata a un inconpetente come Uli Edel; forse ci sono troppe scene in tribunale; alcuni dialoghi sono un po' superficiali e ridicoli; la sceneggiatura ha delle lacune e il finale è abbastanza ovvio; comunque... nel complesso ha un cast eccezionale, con attori eccellenti!Molti dicono che non c'è chimica tra Willem Dafoe e Madonna durante le scene di sesso; ma non è così! Madonna ha scelto personalmente Willem come partner e loro hanno provato tutte le scene di sesso rinchiusi in una stanza d'albergo per circa due settimane (fonte IMDB) e lascio spazio all'immaginazione...Nel film Madonna non usa controfigure e le scene di sesso (che sono la parte più interessante del film) sono assolutamente al limite dell esplicito; come nel famigerato Candle-Champagne, scena in cui Madonna sta per montare a smorzacandela sul vecchio Willem e poi comincia a cavalcarlo, godendo e ansimando di piacere; si vede chiaramente che Dafoe è eccittato e si nota l'erezione del suo pene!È chiaro che la protagonista principale è la Material Girl: bellissima, sexy e assolutamente erotica e disinibita, come ci si aspetta da una femme fatale come Rebecca (il personaggio interpretato da Madonna).Willem Dafoe, forse non sarà il massimo del sex appeal, ma è funzionale nel ruolo dell'avvocato ingenuo che si fa conquistare dalla figa e dalle bocce di Rebecca. Se leggi la carriera di questo fantastico attore, noterai che è anche un certo erotomane; (come

Recensione di   Beatrice Bianchini Beatrice Bianchini

Dream Palace

(Film, 2022)

La stupidità planetaria impedisce al mondo contemporaneo di scorgere l’assurdità del proprio ordinamento.(T.W.Adorno) Un appartamento di nuova edilizia di design, elegante e apparentemente confortevole viene acquistato in virtù della trattativa/ patteggiamento di Hye jung con l’azienda datrice di lavoro del marito, defunto a causa di un incendio.La donna, madre di un adolescente, decide di porre fine alla protesta nonostante l’opposizione dei familiari delle vittime che sono fermi in un sit-in da molto tempo.L’appartamento si trova nel famoso Dream Palace, e sin dal primo giorno presenta un insidioso problema pressoché inaggirabile: dalle tubature, anche se tenute aperte per ore, esce solo acqua arrugginita.Nonostante la lamentela di Hye jung, il problema non vede soluzione; il responsabile dell’ufficio vendite sostiene che potrà essere risolto solo nel momento in cui saranno venduti tutti gli appartamenti…Da qui inizierà una tormentata via crucis quotidiana per la giovane vedova relativa non solo alla impossibilità di usare acqua se non acquistata in confezioni di plastica ma soprattutto sulla realtà ostativa dei familiari delle vittime. Un labirinto burocratico-sociale-relazionale pressoché inestricabile, renderà il film kafkianamente insidioso: il senso di responsabilità nei confronti degli altri, del figlio, delle scelte e delle azioni ingenuamente intraprese a fin di bene, faranno deragliare le buone intenzioni nelle peggiori conseguenze.L’elemento concettuale centrale del film riguarda l’impossibilità di apportare delle modifiche in un ordinamento impersonale quale è quello delle grandi compagnie. Rivendicare i propri diritti in un sistema che si fonda sul Dividi et Impera, si rivela una dinamica autodistruttiva.Tra l’impossibilità di arrendersi e l’intricato meccanismo alienante che struttura lo stallo non rimane che essere dei banali clienti/consumatori che devono sottostare a regole e rispettare i propri doveri senza poter accedere ai diritti fondamentali.L’interpretazione di Kim Sun-young accompagna il percorso destrutturante in modo assolutamente credibile.Vittime, sit-in, proteste, rivendicazioni, impegno mettono in moto la carrellata delle sostanziali

Recensione di   Giovanni Varuni Giovanni Varuni

Siccità

(Film, 2022)

Bello nella intenzione di sensibilizzare ad una condizione idrica che rischiamo di vivere sul serio. Tuttavia, il film è lento e senza trama.

Recensione di   Antonio Sinatra Antonio Sinatra

Warrior

(Film, 2011)

Coinvolgente, affascinante. Un film da vedere e rivedere

Recensione di   Rael70 Rael70

I Am a Hero

(Film, 2016)

Shinsuke Sato, talentuoso regista giapponese, un nome, una garanzia: la trilogia di Gantz, la saga di Death Note, la saga di Kingdom e quel gioiellino di “Alice in Borderland” (2020-2022) bastano come biglietto di presentazione? Se non siete ancora convinti allora ritorniamo al 2016, a quella gemma coreana realizzata da Yeon Sang-ho dal titolo “Train to Busan”, uno dei migliori film sugli zombie mai prodotti. Film straordinario, eppure lo stesso anno, in Giappone, usciva “I am a Hero” di Sato che anticipava di un anno quello che noi occidentali avremo modo di vedere sul lato coreano con il treno di Sang-ho… Indubbiamente “I am a Hero” non ha goduto della distribuzione che è stata fatta per “Train to Busan”, per esempio non è mai stato tradotto in italiano, ma, senza alcun dubbio, costituisce un fulgido esempio di come il cinema giapponese non sia affatto inferiore a quello coreano, soprattutto in questo ambito. Il film di Sato fa incetta di premi in vari festival, vince il BIFFF di Bruxelles, il Sitges della Catalogna, il Fantasporto di Oporto, l'SXSW Festival di Austin e il Toronto Dark Festival: le giurie sono d'accordo all'unanimità, “I am a Hero” è la trasposizione perfetta dell'omonimo manga realizzato da Kengo Hanazawa, considerato uno dei maggiori artisti manga giapponesi, pubblicato in 22 volumi tra il 2009 e il 2017.Hanazawa ha realizzato la sceneggiatura per il film che ovviamente sintetizza in due ore la storia dell'eroe Hideo Suzuki (interpretato da Yo Oizumi) che è uno fumettista di manga che all'età di trentacinque anni non ha ancora un lavoro stabile .Lui ha ottime capacità ma non riesce a sbarcare il lunario diventando pertanto un anonimo fumettista sottopagato come la stragrande maggioranza dei suoi colleghi……e pensare che, in passato, aveva vinto il premio come miglior fumettista debuttante e tutti gli pronosticavano

Recensione di   Alessandro Castrini Alessandro Castrini

The Wolf of Wall Street

(Film, 2013)

Sceneggiatura 7.5/10Regia 8/10Attori 9/10Fotografia 8+/10Scenografia effetti visivi 7/10Trucco, acconciature, costumi 7/10Suoni e colonna sonora 7/10

Recensione di   Claudia Geraci Claudia Geraci

UFOs - STAGIONE 1

(Serie TV, 2021)

Non riesco a trovare difetti a questo gioiellino d'oltralpe, che ci precipita in un universo anni ‘70 nell’epoca dell'ESP e degli avvistamenti UFO, ma anche delle salopette, degli “squali” (le Citroën DS) e dello smodato consumo di sigarette. Melvil Poupad è senz'altro anche caricaturale, ma riesce addirittura, come dire, a camminare e muoversi come un uomo degli anni Settanta!La serie sfrutta a volontà colpi di scena e spudorati cliffhanger che poi si perdono nel gioco dell'intreccio, ma il mio consiglio è di dotarsi di zucchero filato rosa e salire sulla giostra. Buon divertimento!

Film Lovers Activities

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Giubertoni Michele ha dato 9,0 al film Se son rose
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Filmamo Festival & Friends

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Cinemaserietv DA AMICI A AMANTI: LE MIGLIORI SERIE TV IN CUI VIENE ESPLORATA QUESTA DINAMICA

DA AMICI A AMANTI: LE MIGLIORI SERIE TV IN CUI VIENE ESPLORATA QUESTA DINAMICA

Uno dei tipi di relazione amorosa più soddisfacente che possiamo trovare all’interno di uno show televisivo è sicuramente quella che vede due protagonisti sviluppare il proprio rapporto come amici per poi avvicinarsi pian piano e culminare il proprio viaggio in un’indimenticabile storia d'amore. La dinamica "friends to lovers", infatti, non solo è in grado di aggiungere un discreto livello di profondità emotiva ai personaggi - esplorando la complessità delle relazioni umane e come l’amore possa svilupparsi sul solido terreno dell'amicizia -, ma offre anche una trama ricca di tensione, desiderio e palpitante attesa.In questo articolo, vi parleremo delle migliori serie tv che esplorano la dinamica da amici a amanti, e che mostrano come la linea sottile tra amicizia e amore possa essere oltrepassata in modi tanto unici quanto memorabili.1) Friends (1994 - 2004)Quando si parla di serie tv che esplorano la dinamica da amici a amanti, Friends è sicuramente uno dei primi titoli che affiora alla mente, non solo per la sua popolarità, ma anche per le intricate relazioni che si sviluppano nel corso delle sue dieci stagioni, andate in onda dal 1994 al 2004. Tra queste, una delle più amate dal pubblico è senza dubbio quella tra Monica Geller (Courteney Cox) e Chandler Bing, interpretato dal compianto Matthew Perry.Il loro rapporto inizia come una solida amicizia, caratterizzata da grande complicità, continue frecciatine e una chimica assolutamente innegabile; ma è alla fine della quarta stagione, durante un viaggio a Londra per il matrimonio di Ross, che i due si avvicinano romanticamente, sorprendendo i fan con una svolta inaspettata. Da quel momento, la loro relazione evolve attraverso momenti di gioia, di difficoltà e di crescita personale, ma sempre in modo talmente naturale che sarà la stessa Monica ad affermare: “Sai cos’è strano? Che non mi sembra affatto strano”. 2) Heartstopper (2022

Screenworld I MIGLIORI FILM SUI MOTOCICLISTI DA VEDERE IN STREAMING

I MIGLIORI FILM SUI MOTOCICLISTI DA VEDERE IN STREAMING

L'asfalto che si mescola alla pellicola, tra la polvere e il rombo dei motori. Il cinema e la strada (o il cinema della strada) sono sempre stati legati da sensazioni iconiche: la meraviglia, la scoperta, la libertà, la ribellione hanno trovato sfogo attraverso storie di follia e passione, di cuore, ma soprattutto (e molto spesso) di due ruote. Le motociclette al cinema hanno letteralmente fatto la storia, e l'uscita di The Bikers di Jeff Nichols va a porsi come ulteriore tassello di un mosaico a tappe, più lungo della route 66. Per prepararsi al meglio a quest'esperienza, ecco i film più iconici che potete trovare in streaming sulle varie piattaforme.Il Selvaggio (1953)Uno dei primi cult a tema, con protagonista un iconico Marlon Brando nei panni del ribelle per eccellenza. Un film, quello di Laszslo Benedek, che ha creato un precedente fondamentale per l'intero filone: la storia di motori che si mescola al crimine, la ribellione sfruttata come rottura dei meccanismi di consenso, la strada e i palazzi come allegorie di due mondi a confronto. Il Selvaggio è stata un'operazione inaspettata, figlia di storie reali e di bande (vere) di motociclisti che vagavano per la California. Il primo grido di opposizione per tanti giovani che cominciarono a riscoprirsi un po' ragazzacci. Disponibile a noleggio sulle varie piattaforme.Easy Rider (1969)Figlia di un esperimento fondamentale, I Selvaggi di Roger Corman, questa pellicola indipendente e spregiudicata riuscì a lasciare un segno indelebile nella storia. Costata pochissimo, in buona parte destrutturata, ma trascinata da Peter Fonda, Dennis Hopper e un giovane Jack Nicholson, Easy Rider portò le motociclette a Cannes prima e agli Oscar poi. Nonostante le premesse, si tratta di un vero e proprio caso cinematografico, capace di riempire le sale contro ogni aspettativa. Per il suo impatto culturale, il suo coraggio e il

Diego Cineriflessi SGUARDI DAL MONDO: RUBEN ÖSTLUND

SGUARDI DAL MONDO: RUBEN ÖSTLUND

La cinematografia Svedese, e quella scandinava per estensione, ha un grande maestro che l'ha fatta conoscere nel mondo per quasi quarant'anni: Ingmar Bergman. È inevitabile che chiunque arrivi da quelle latitudini debba fare i conti con questo maestro e, volente o nolente, ne subisca condizionamenti. Ruben Östlund, leva 1974, approda al cinema dopo diversi documentari sportivi, ma con Gitarrmongott fa il salto verso il cinema di fiction. Opera in cui molti attori non sono professionisti e interpretano se stessi, ma in cui si inziano a delineare le caretteristiche di quello che sarà il suo cinema più conosciuto e premiato. Sarà Involuntary, il suo primo film ospitato in una sezione collaterale di Cannes a dargli visibilità. Già in questa pellicola del 2008 si affina lo stile personale e le tematiche di Östlund, che con la sua macchina da presa si sofferma con pazienza ad osservare la comicità involontaria dell'esistenza umana. Lo fa attraverso cinque storie che si alternano avendo per protagonisti giovani, ragazzine e persone più adulte senza soluzione di continuità. Il seguente Play farà parlare di sé per la tematica e per il punto di vista. Col suo stile distaccato e statico ci racconta le babygang di Goteborg in un crudele gioco psicologico con risvolti finali inaspettati e poco edificanti. Nella società moderna comportarsi nel modo corretto è sempre più difficile e la morale sempre più relativa. Un film capace di mandare in tilt qualsiasi spettatore. L'affermazione definitiva arriva però con Forza maggiore. Per la prima volta i dialoghi assumono un'importanza fondamentale e la critica verso l'uomo della società moderna si fa sempre più esplicita. Östlund affonda il coltello nell'egoismo della nostra società dove un papà non vede più la salvezza della propria famiglia come prioritaria, ma è talmente assuefatto dal suo egoismo da neanche accorgersene. Con l'utilizzo della colonna

Valentina DIRTY DANCING: LA MAGIA DI UN AMORE IN PUNTA DI PIEDI

DIRTY DANCING: LA MAGIA DI UN AMORE IN PUNTA DI PIEDI

Amici lettori, benvenuti e bentornati al secondo appuntamento della rubrica “Cuori sullo schermo”.“Nessuno può mettere Baby in un angolo”. Una delle frasi più iconiche e famose della storia del cinema. Sfiderei chiunque ad affermare di non averla ripetuta almeno una volta nella vita. Sette semplici parole che hanno consacrato Dirty Dancing come un vero a proprio cult nell’universo delle commedie romantiche, che ha fatto sognare, cantare, ballare ed emozionare il mondo intero e che ha lanciato definitivamente la carriera di Patrick Swayze, attore di straordinario talento e bellezza che ha lasciato senza dubbio un vuoto incolmabile. Insieme a Pretty Woman, Dirty Dancing occupa un posto specialissimo nel mio cuore, ricordando le giornate d’estate, quando la sottoscritta era una bambina felice che adorava trascorrere le giornate ballando sulle note della colonna sonora del film, avendo in casa il vinile che mia madre custodiva gelosamente. E sulle note di quelle canzoni divenute immortali che sognavo di essere Baby e di trovare un giorno il mio personale Johnny Castle…per la serie:” Quando i film ti rovinano la vita”. Uscito nel 1987, diretto da Emile Ardolino e interpretato da Patrick Swayze e Jennifer Grey, il film racconta di una storia d’amore, ma parla anche della crescita personale e i cambiamenti sociali, ambientato nell'estate del 1963. Tralasciando la trama, che non ha certo bisogno di essere raccontata, mi piace sottolineare come la storia tra Baby e Johnny, in realtà è riuscita ad essere il veicolo portante di varie tematiche che vengono trattate lungo il corso del film. Si affrontano temi sociali rilevanti, come le differenze di classe e le aspettative di genere. La relazione tra i nostri protagonisti sfida le convenzioni sociali dell'epoca, mostrando come l'amore e il rispetto reciproco possano superare le barriere sociali. Inoltre, il personaggio di Baby rappresenta un modello di emancipazione

Screenworld 5 VINCITORI DEL FESTIVAL DI CANNES DA RECUPERARE IN STREAMING

5 VINCITORI DEL FESTIVAL DI CANNES DA RECUPERARE IN STREAMING

Anche quest'anno, la kermesse cinematografica più glamour e prestigiosa del cinema si avvia verso la sua conclusione. Con molta probabilità, tra fuori concorso e parte integrante del programma, si tratta della Cannes più corposa degli ultimi anni: decine di film importanti, tra kolossal e particolarissime opere d'autore, che hanno spaccato la kermesse tra sorprese e controversie. In attesa di scoprire quale sarà la prossima Palma d'Oro, le piattaforme streaming offrono numerose opportunità per recuperare alcune delle opere più importanti premiata al Festival nel corso degli anni. Quale occasione migliore per consigliarvene alcuni? Ecco 5 film vincitori a Cannes da vedere in streaming!La Dolce Vita (1960) - Plex, Prime VideoPerla indimenticabile del nostro Federico Fellini, ma soprattutto una delle interpretazioni più importanti di Marcello Mastroianni - attore iconico che quest'anno avrebbe compiuto 100 anni. Scegliere La Dolce Vita è quasi scontato, ma necessario. Nel cinema esiste un prima e un dopo questo film, come direbbe Martin Scorsese: Fellini ha cambiato il modo di concepire la realtà sul grande schermo, elevandosi ad autore assoluto. Tra scene iconiche e fiabe di decadenza, La Dolce Vita rappresenta ancora oggi un must imprescindibile. Una di quelle esperienze da vivere almeno una volta nella vita.Pulp Fiction (1994) - Netflix, Paramount+Quentin Tarantino aveva soltanto 28 anni quando si presentò a Cannes con questo film, sconvolgendo la croisette e dando inizio a una carriera leggendaria. Un altro momento iconico nella storia del cinema, capace di lasciare un segno indelebile nell'immaginario collettivo attraverso un racconto a episodi interconnessi e destrutturati: passato, presente e futuro fusi insieme in un racconto "intrecciato", piuttosto che un classico intreccio, in cui Tarantino esprime tutto il suo amore per il cinema e i riferimenti che hanno plasmato il suo gusto (dai B Movie a Sergio Leone). Un esperimento tutt'oggi unico nel suo genere, vero

Cinemaserietv MIGLIORI SERIE TV IN COSTUME

MIGLIORI SERIE TV IN COSTUME

Fin dalla sua uscita nel dicembre 2020, Bridgerton non ha mai avuto rivali e ha conquistato il mondo intero con il suo stile unico, che ha dato al genere delle serie tv in costume nuova vita. Questa serie sull'alta borghesia di Londra, ambientata durante il periodo della Reggenza, rappresenta un ritratto d'epoca che unisce l'ironia di Jane Austen alla spietatezza di Gossip Girl, con un mix irresistibile di riferimenti alla cultura pop e anacronismi. Proprio pochi giorni fa, sulla piattaforma streaming Netflix è stata rilasciata la prima parte della terza stagione - il secondo blocco di episodi è atteso per il 13 giugno - con Colin (Luke Newton) e Penelope (Nicola Coughlan) protagonisti assoluti. Se vi siete già dedicati al binge watching di questi primi episodi e non sapete come colmare l'assenza di Bridgerton, vi consigliamo altre 5 serie tv in costume che, grazie ad ambientazioni spettacolari, costumi da sogno e produzioni curate nei minimi dettagli, vi conquisteranno come l'adattamento dei romanzi di Julia Quinn. Serie che vi offriranno anche una varietà di storie affascinanti e personaggi indimenticabili! 1) The GreatSe vi è piaciuto Bridgerton, non potete perdere "The Great", serie a cura dello sceneggiatore de La Favorita Tony McNamara, che racconta, prendendosi grandi licenze poetiche, l'ascesa di Caterina la Grande di Russia, con protagonisti una brillante Elle Fanning e un esuberante Nicholas Hoult nei panni dell'imperatore Pietro III. Conosciuta per il suo approccio umoristico e spesso irriverente alla storia, è stata lodata soprattutto per la scrittura, regia, il tono, i costumi e le eccezionali interpretazioni del cast. Elle Fanning è una rivelazione comica nel ruolo di Caterina la Grande, ma The Great offre molto di più del semplice umorismo: sebbene molti personaggi siano ispirati a figure storiche reali, le loro azioni, come dicevamo, non sono sempre fedeli alla realtà.

Filmamo Friends :-) INTERVISTA ALLA SCRITTRICE E AUTRICE CINEMATOGRAFICA JESSICA SEPE

INTERVISTA ALLA SCRITTRICE E AUTRICE CINEMATOGRAFICA JESSICA SEPE

- In ambito artistico esordisci come scrittrice o hai fatto anche altro? Ho cominciato parecchi anni fa come cantante metal, symphonic black/death. Sono usciti due miei album solisti e una manciata di singoli, ho avuto alcune band, ma con il metal estremo non è semplice qui in Italia. Adesso se capita faccio qualche collaborazione giusto per hobby. - Raccontaci la tua carriera come scrittrice. Qualche anno fa ho scritto Lifend, una sceneggiatura per un lungometraggio di fantasmi, di cui è stato girato un teaser; purtroppo, non siamo riusciti a produrre il film. Poi ho buttato giù una raccolta di racconti, rimasta inedita. A marzo del 2022 pubblico il mio primo libro: "Stalker fino alla (tua) morte", che narra le vicende di un'attrice il cui nome viene usurpato da una spogliarellista che si esibisce in un night club prossimo al fallimento. Quella stramba trovata salva le sorti del locale, anche grazie a uno stratagemma del gestore. Ma, quando la vicenda giunge alle orecchie della vittima, trasformarsi in carnefice sarà il minimo sindacabile.In poco più di due anni ho pubblicato undici libri, tra cui "Solaria", storia distopica in cui il sole uccide, "∞", una raccolta di poesie, "Asteria", una breve novella sul vampirismo clinico, "Le stagioni dell'Amor(t)e", quattro racconti horror uno per stagione. "Finché morte ci separi", l'amore ai tempi dei social, dove l'interprete maschile vuole sposare a tutti i costi una donna che al matrimonio manco ci pensa. Forse, sarebbe stato meglio per lui rimanere single. Poi c'è "Lovend", altro racconto distopico in cui la protagonista compra un robot con le sembianze dell'ex fidanzato perito in un tragico incidente. (E forse, non siamo poi così lontani da simili evenienze, dati gli sviluppi di robotica e AI).Ho anche composto qualche racconto pubblicato successivamente in antologie horror altrui. - Qual è il tuo

Francesca Arca PREMIO PLAY 2024 - A ROMA V EDIZIONE DEL PIU' GRANDE EVENTO DEDICATO AI VIDEO DIGITALI

PREMIO PLAY 2024 - A ROMA V EDIZIONE DEL PIU' GRANDE EVENTO DEDICATO AI VIDEO DIGITALI

In queste ore si sta svolgendo a Roma la V edizione del Premio PLAY, il primo evento dedicato al mondo dei web creator che premia i migliori video digitali di impatto sociale e culturale realizzati in modo innovativo e creativo. Il Premio si rivolge a film-maker, web creator, editori, piattaforme, brand e appassionati di video digitali su YouTube, Instagram, Facebookj, Tik Tok, Twitch, Spotify, Amazon Music e altri social media. Stanno partecipando all'iniziativa sia coloro che già fanno parte del mondo del video digitale sia chi invece si è per la prima volta avvicinato a questo ambito e vuole conoscerlo in modo più approfondito.FilmAmo ha abbracciato volentieri questo progetto in qualità di media partner. Fino al 18 maggio dalle 10.00 fino alle 19.00 presso Technotown - Hub della scienza creativa di Roma Capitale si svolgeranno eventi di formazione, masterclass e laboratori sui temi del montaggio video, distribuzione e marketing, creators economy, monetizzazione e pubblicità, branded video.La direzione artistica del Premio PLAY è di Giacomo Sisca e gli eventi sono realizzati con la collaborazione dello staff scientifico di Technotown, il supporto di assipod.org - Associazione Italiana Podcasting e di Zètema Progetto Cultura. La filosofia del premio vuole sottolineare il legame culturale che lega l'arte cinematografica e audiovisiva alle nuove forme espressive che caraterizzano il mondo dei creativi digitali. Nel corso della manifestazione verrà anche presentata la campagna di comunicazione del Campidoglio articolata in 6 brevi video diffusi su Tik Tok dalle content creator Carolina Cosentino e Martina Panchetti che raccontano dell'utilità dei diversi canali di comunicazione di Roma Capitale - whatsapp, social network, web tv, podcast - per dare l'opportunità di conoscere i servizi offerti a cittadini e city user. A partire dalle ore 15.00 di sabato 18 maggio verranno presentati i finalisti del Premio PLAY e premiati i vincitori (anche