Random reviews

Recensione di   •ekro •ekro

Cosmic Sin

(Film, 2021)

Cosa accadrebbe se un ragazzino di 12 anni cresciuto a pane e blockbusters di azione e fantascienza vincesse la lotteria e decidesse di realizzare un suo sogno? Questo film.Ad un certo punto ho avuto paura se ne uscissero con qualcosa tipo "e allora io ti sparo con il megasuperultrabazooka spaziale ultrasonico", come i ragazzini che giocavano in cortile.Grazie ai milioni di Sharknado (la lotteria, appunto) Edward Drake ha potuto realizzare quello che pare fosse un suo sogno.Speriamo almeno lui sia felice.

Recensione di   Enrico Vigorito Enrico Vigorito

Perfect Days

Questo film mi ha ricordato Days di Tsai Ming-liang e la sua capacità di catturare l'essenza stessa dell'esperienza umana. Come nel film del collega taiwanese, Wim Wenders indugia sulla semplicità degli eventi del quotidiano, sempre uguali eppure sempre diversi, come i raggi del sole che passano attraverso le foglie di un albero in un parco pubblico. Mentre il protagonista mangia il solito tramezzino, sulla stessa panchina, dopo aver pulito i bagni pubblici. La routine di un mestiere umile, affrontata in modo zen, è alleggerita da momenti di pura bellezza in cui Hirayama, magistralmente interpretato da Koji Yakusho (miglior interpretazione maschile al Festival di Cannes 2023), coglie nella natura, delle piccole cose che nel tran-tran del nostro quotidiano superaffaccendato noi non possiamo notare. Cose che non tutti possono afferrare. Ciò che emerge è l’essenzialità di una vita condotta in un modo diverso, perfino in un mondo diverso. Sì, perché, a sentire Hirayama esistono più mondi, ed alcuni di questi non sono in comunicazione con gli altri. Hirayama si è costruito un mondo, fatto di audiocassette, di piantine curate amorevolmente giorno dopo giorno, di fotografie tutte uguali raccolte in scatole di latta; un mondo fermo in un presente che è lasciato (felicemente) indietro dalla vita nella metropoli dal ritmo insostenibile. I contatti con l’altro mondo sono limitatissimi: un bicchiere sempre allo stesso bar, un acquisto nella solita libreria o nel solito negozio di articoli per la fotografia quasi senza spiccicare una parola. Le giornate che si susseguono tra il lavoro e gli amati hobbies, ognuna con le sue impercettibili variazioni, sono semplicemente perfette così, ed anche se il nostro protagonista nel finale si rende conto che tutto ciò non può andare avanti all’infinito a noi resta la sua lezione. Forse non impareremo mai ad aspettare un giorno intero per aspettare il nostro

Recensione di   Giovanni Varuni Giovanni Varuni

Siccità

(Film, 2022)

Bello nella intenzione di sensibilizzare ad una condizione idrica che rischiamo di vivere sul serio. Tuttavia, il film è lento e senza trama.

Recensione di   Mirella Battaglia Mirella Battaglia

Lamb

(Film, 2021)

Questo esordio alla regia ha dell'incredibile, nei più svariati significati. Eppure ti porta a credere, ad avere fede. Maria e Ingvar sono moglie e marito, una famiglia dedita all'agricoltura e alla cura del proprio gregge. Sono persone colte, con un sentimento profondo. Nonostante questo non realizzano lo stravolgimento della natura e delle sue leggi.Lamb è un film Islandese (coproduzione in realtà) diviso in capitoli, pienamente intriso della magia dei luoghi , delle sue leggende e del suo folklore che ti tiene in costante tensione , consapevoli della minaccia che tutto regola e sovrasta.E niente, l'ho amato tantissimo. Come spesso mi succede coi film nordici.

Recensione di   Stefano Guerra Stefano Guerra

Il violinista

(Film, 2022)

Forse non a caso in quest'opera ritroviamo Edoardo Romano che con il maestro Pupi Avati ci ha lavorato in diverse pellicole. La regia di Zullo è senza dubbio interessante e, nonostante una trama qui e là un po' debole, è riuscito a tenere in piedi un film che emoziona. Interessantissima interpretazione dell'attore Fabrizio Rizzolo, nei panni di un burbero critico musicale. Ben riuscito anche l'esordio sul grande schermo del volto noto della TV Davide Mengacci che qui ritroviamo nei panni - assolutamente ben calzati su di lui - del parroco di paese. Paesaggi da cartolina aiutano a godersi con piacere l'estetica del racconto.

Recensione di   Goran Basti Goran Basti

Fahrenheit 9/11

(Film, 2004)

Bellissimo documentario che in America molti hanno tacciato come anti-americano e fazioso che trae conclusioni basandosi su fonti discutibili. Le fonti che Michael Moore cita, purtroppo, sono veritiere. Michael Moore, con grande ironia, ci mostra come la presidenza di G.W. Bush ha sfruttato l'attentato alle Torri Gemelle per portare avanti la propria agenda guerrafondaia per trarne enormi guadagni, tutti a favore della famiglia Bush, grande azionista del gruppo Carlyle (che produce armamenti) in cui anche la famiglia di Bin Laden aveva considerevoli interessi.

Recensione di   Claudio Golia Claudio Golia

Creators: The Past

(Film, 2020)

Un film che poteva essere sviluppato in maniera molto diversa, salta di palo in frasca e con scenari che a mio avviso non c'entrano assolutamente nulla ed oltre tutto non sono contestualizzati come il fatto di passare in un buco spazio temporale e ritrovarsi in un ambiente stile inferno dantesco con tanto di traghettatore su barca attorniata da cosa? anime? ma che c'azzecca con gli alieni? Avrebbero potuto anche (avvalendosi delle conoscenze storiche e bibliche di Mauro Biglino) impostare tutto il film in un contesto differente come per esempio raccontare quale potrebbe essere stata la creazione e la presenza degli alieni nel passato dell'umanità con ambientazioni stile "Stargate" magari dove l'alieno e i suoi scagnozzi dotati di tecnologie superiori dominava l'umanità.Insomma tutto tranne che quest'accozzaglia di trame su trame, personaggi assurdi e via discorrendo. Peccato, un film su questo filone fantascientifico e fatto in Italia da Italiani con la qualità che ci contraddistingue nella storia cinematografica, mancava e manca tutt'ora.

Recensione di   Stefano Stefano

Don't Look Up

(Film, 2021)

un filmetto. con gran cast.. sprecato. io l'ho visto per caso (pecoronismo netflixiano + il cast).. perchè se ne parla tanto?mah...cerchiobottista...ben studiato per creare hype probabilmente

Recensione di   Maria Alario Maria Alario

Ascolta i fiori dimenticati

(Serie TV, 2023)

Enigmatico quanto basta per mantenere alta la curiosità fino all'ultimo episodio. Ammaliante con tutti i significati nascosti nei fiori, che vengono coltivati da più generazioni dalla famiglia di Alice Hurt, in una fattoria che rappresenta una sorta di rifugio per donne vittime di violenza. Fiori al posto delle parole, è questo più o meno la regola da rispettare. Istanti, quelli che ha vissuto la bambina nei primi anni di vita,che ritornano e riaprono le ferite dell'anima. Una volta adolescente, si metterà in viaggio alla ricerca di se stessa, perché è con coraggio che la vita si affronta. Così almeno le ha insegnato la nonna materna. Ho trovato questa miniserie raffinata sia per la bellezza dei paesaggi che dei personaggi. Occhi che brillano, carichi di sogni che, seppur fragili come i fiori, se coltivati con la speranza nel cuore, metteranno radici e terranno in vita l'amore. Il film contiene tutte le sfumature emotive che attraversano l'animo umano.

Recensione di   Francesca Francesca

Barbie

(Film, 2023)

Una critica smaccata al patriarcato della realtà, ma anche alla bellezza perfetta e alla felicità perenni della finzione, tutto circondato da tante sfumature di rosa, spiagge finte e un pizzico di musical improbabile. Questo è il film “Barbie”.Quando mi hanno proposto di vederlo credevo fosse la classica pellicola per bambini ed adulti/bambini, ma dietro la macchina da presa c’è Greta Gerwig e sapevo che dopo “Lady Bird” non poteva cedere alla pura banalità. E così il film a sogni rosa, sebbene con qualche stereotipo e cliché, sotto sotto non è mai scontato: dalla società matriarcale di Barbieland, dove i Ken non sono che burattini muscolosi nullafacenti in preda alle decisioni delle Barbie, al Ken alias Ryan Gosling che dopo un salto nella realtà prova ad importare il patriarcato anche a Barbieland, ovviamente senza successo.La critica alla società odierna è un sottotesto tagliente che fa da sfondo a tutto il film… fino al finale fiabesco e purtroppo molto scontato… che però non vi spoilero!Buona visione e sogni rosa!

Recensione di   Federico Tyst Querin Federico Tyst Querin

Evoluzione di una famiglia filippina

(Film, 2004)

La durata è il risultato di un processo di trasformazione, di evoluzione. Le 10 ore e mezza di questo vero e proprio colosso della settima arte mostrano proprio questo, la trasformazione di una famiglia durante gli oltre dieci anni di legge marziale imposta dal dittatore Marcos a cavallo tra anni '70 ed '80. La evoluzione (o, forse, involuzione?) di una famiglia che funge da sineddoche per l'intero Paese natio di Lav Diaz. L'aspetto sociale è quello fondamentale, come in molta parte della produzione diaziana, qui ancor più marcato dal ricorso a footage giornalistici delle guerriglie cittadine, dei proclami di Marcos. La realtà che penetra nella finzione cinematografica, il cinema che diviene un po' più reale, anche grazie ad una messa in scena quasi documentaristica, a tratti debitrice del primo Béla Tarr, quello di Nido Famigliare e di Rapporti Prefabbricati, per esempio.A fronte di alcuni limiti tecnici, dettati anche da problemi nei finanziamenti, ed errori registici, quali scavalcamenti di campi, la sperimentazione stilistica portata avanti da Diaz, invero ancora ad uno stato imperfetto, presenta ancora un certo attaccamento al linguaggio proprio ed esclusivo del cinema, come il ricorso al montaggio, al decoupage tradizionale (molti ma non moltissimi i veri e propri piani-sequenza, mentre spesso si trovano tagli interni ad una stessa scena) e ai movimenti di macchina, esclusivamente a mano. Tuttavia, lo spirito del film e dell'artista-Diaz è già ben definito, è lo stesso che permeerà i suoi veri capolavori come Florentina Hubaldo, CTE e Melancholia. La disperazione dei protagonisti, sempre rappresentazioni microcosmiche del macrocosmo del Paese filippino, non è un flusso che, come spesso accade nel cinema tradizionale, esce dalla pellicola per investire lo spettatore ma è un virus sottocutaneo che si muove all'interno del film stesso e che ingloba il pubblico, non risultando mai uno "strumento" narrativo ma, piuttosto,

Film Lovers Activities

Altre
Cinema Blogger ha apprezzato ❤️ la recensione del film Handling the Undead
28 minuti fa
Cinema Blogger ha apprezzato ❤️ la recensione della serie tv Sugar
28 minuti fa
Cinema Blogger ha apprezzato ❤️ la recensione del film RAPITO
29 minuti fa
Cinema Blogger ha apprezzato ❤️ la recensione della serie tv Universitas Tenebrarum
29 minuti fa

Filmamo Festival & Friends

Blog Articles

Filmamo Friends :-) MARGUERITE TRA I ROVI, IL NUOVO INCREDIBILE ROMANZO DI RICCARDA RICCO’, GIORNALISTA E SCRITTRICE

MARGUERITE TRA I ROVI, IL NUOVO INCREDIBILE ROMANZO DI RICCARDA RICCO’, GIORNALISTA E SCRITTRICE

Intervistiamo la Scrittrice e Giornalista Tv Riccarda Ricco’ in occasione del suo nuovo, incredibile Romanzo - Marguerite tra i rovi, il nuovo Romanzo di Riccarda Ricco’, Giornalista e Scrittrice, oltre che volto noto televisivo : un Giallo, Noir, Thriller...che indirizzo di genere diamo agli amici readers di FilmAmo ?Non è esattamente un romanzo di genere. È stato pubblicato come giallo perché c’è un’indagine e ci sono dei morti, ma più che la parte investigativa è il rapporto tra le persone che viene analizzato nel profondo e quanto i luoghi con la loro energia riescano a influenzare questi intrighi. È dunque sì giallo, ma anche nero e in alcuni punti sentimentale.- La storia è ambientata in un borgo dell’Appennino Emiliano, qui risulta evidente la vicinanza dei luoghi da Te frequentati e vissuti... ci sono quindi note biografiche nel racconto ?Il romanzo è ambientato in un borgo vicino alla Versilia. La vicinanza con l’Appennino tosco-emiliano si può percepire in pochi passaggi, come quello dove si citano i Santi Pellegrino e Bianco sepolti nella teca del santuario nei pressi del Passo delle Radici, proprio sul confine tra Emilia e Toscana.Non ci sono tratti autobiografici, la storia è completamente inventata. L’unica cosa che esiste davvero sono i luoghi. E quei luoghi sono da me conosciuti molto bene.- Alcuni critici hanno osservato che si tratta di uno scritto femminista, perché gli uomini che lo popolano sono in gran parte degli egocentrici o dei ladri o semplicemente dei violenti che l’Autrice Ricco’ detesta e ci rende partecipi delle loro malefatte...Non lo definirei uno scritto femminista. Esiste un uomo che picchia la moglie e molesta la figlia, così come c’è una fattucchiera che utilizza la magia nera per fare del male a un’altra donna. Esiste una ragazza che per cercare la felicità fa del male a se

La Prof Dell' Horror ITALIAN HORROR FANTASY FEST: SETTIMA EDIZIONE

ITALIAN HORROR FANTASY FEST: SETTIMA EDIZIONE

Recentemente si è conclusa la settima edizione dell'Italian Horror Fantasy Fest, in una cornice superba e spettacolare, circondata da un'ampia area verde con tanto di laghetto artificiale.Il festival, patrocinato dal suo patron, il produttore Luigi Pastore, ben noto per la sua casa di Produzione "Lupa Film", e per la sua carriera di regista (Pazzia, Come una crisalide, Violent shit: The Movie, ecc), si è svolto nel magnifico e moderno multisala Stardust Village, una location bellissima e accogliente,che ha accolto numerosi ospiti, quali il maestro degli effetti visivi Sergio Stivaletti, nonché abile regista, (M.D.C, i tre volti del terrore, Rabbia furiosa - Er Canaro, ecc), e il simpaticissimo comico Alvaro Vitali, attore di numerose commedie degli anni '80, (impossibile non collegarlo al personaggio di Pierino).Lo Stardust Village, è stato inoltre il palcoscenico di un evento spettrale al di fuori del comune. Dal 13 al 16 Giugno 2024, Radiotaxi 3570, in collaborazione con l'IHFF, ha deviato verso uno spaventoso ignoto, con autisti intenzionati a scovare il terrore più sinistro e profondo, e a condurvi i propri passeggeri. L'iniziativa è stata un successo, e i passeggeri sono stati premiati con biglietti per il festival e gadget horror. La serata di premiazione finale, è stata brillantemente condotta da Paolo Ruffini, che col suo indubbio spirito esuberante e il suo carisma ha saputo intrattenere, coinvolgere, anche grazie a uno sfolgorante monologo che ha toccato temi cruciali come il politicamente corretto, la censura e la distorsione visiva imposta dai social media.La Giuria di Qualità, in questa edizione è stata presieduta dal regista Eros Puglielli, dalla scrittrice Alda Teodorani, dal giornalista e critico cinematografico Roberto D'Onofrio, dal produttore esecutivo Moreno Menchi e dal direttore artistico del Fantafestival Marcello Rossi, che dopo un'attenta valutazione, ha decretato i vincitori del miglior lungometraggio e del miglior cortometraggio in concorso.​Miglior Lungometraggio:

Screenworld I MIGLIORI FILM TARGATI PIXAR

I MIGLIORI FILM TARGATI PIXAR

Inside Out 2 sta per tornare nelle sale: un'altra scintilla destinata ad alimentare quel grande sogno chiamato Pixar. Sarà difficile far meglio rispetto al primo, memorabile capitolo, ma gli autori sono certi di continuare sulla strada giusta - tutto con l'intenzione di raccontare quel miracoloso viaggio chiamato vita. Per prepararsi a dovere, non poteva mancare una scorpacciata di titoli indimenticabili, capaci di segnare tanto la cultura pop quanto il nostro cuore. Questo perché, quando si parla di film d'animazione come questi, è quasi impossibile tenere a bada i sentimenti: il grande pregio della casa di Lasseter e soci è stato quello di unire passione e tecnica in opere meravigliosamente sensibili. Nonostante alcune menzioni d'onore, come Monsters & co. e Alla ricerca di Nemo, ecco una selezione di 5 film Pixar che bisogna assolutamente recuperare (insieme al primo Inside Out). Toy Story (1995)La prima perla della Pixar è anche uno dei prodotti più rivoluzionari della storia del cinema: Toy Story non era soltanto "la storia dei giocattoli", ma un colosso che mescolava tecnica e scrittura per sconvolgere un'intera generazione. C'è un motivo se, ancora oggi, resta un film da vedere e rivedere: tra personaggi indimenticabili e storie di vita vicine a ciascuno di noi, l'avventura di Woody e Buzz ci fa sempre ridere, emozionare e percepire l'importanza di quegli oggetti che forse davamo troppo per scontati. Poche opere hanno ancora questo enorme potere narrativo - e, ovviamente, la formula vincente della Pixar è nata proprio qui. Potrebbe essere un'ottima idea recuperare anche i film successivi! Gli Incredibili (2004)Quando uscì, ormai vent'anni fa, pochi avrebbero scommesso su Gli Incredibili. Eppure, la pellicola diretta da Brad Bird è ancora uno degli esempi più brillanti di prodotto supereroistico - non tanto perché possa rivaleggiare con i cinecomic, quanto perché incarna tutto ciò che un

Cinemaserietv DA AMICI A AMANTI: LE MIGLIORI SERIE TV IN CUI VIENE ESPLORATA QUESTA DINAMICA

DA AMICI A AMANTI: LE MIGLIORI SERIE TV IN CUI VIENE ESPLORATA QUESTA DINAMICA

Uno dei tipi di relazione amorosa più soddisfacente che possiamo trovare all’interno di uno show televisivo è sicuramente quella che vede due protagonisti sviluppare il proprio rapporto come amici per poi avvicinarsi pian piano e culminare il proprio viaggio in un’indimenticabile storia d'amore. La dinamica "friends to lovers", infatti, non solo è in grado di aggiungere un discreto livello di profondità emotiva ai personaggi - esplorando la complessità delle relazioni umane e come l’amore possa svilupparsi sul solido terreno dell'amicizia -, ma offre anche una trama ricca di tensione, desiderio e palpitante attesa.In questo articolo, vi parleremo delle migliori serie tv che esplorano la dinamica da amici a amanti, e che mostrano come la linea sottile tra amicizia e amore possa essere oltrepassata in modi tanto unici quanto memorabili.1) Friends (1994 - 2004)Quando si parla di serie tv che esplorano la dinamica da amici a amanti, Friends è sicuramente uno dei primi titoli che affiora alla mente, non solo per la sua popolarità, ma anche per le intricate relazioni che si sviluppano nel corso delle sue dieci stagioni, andate in onda dal 1994 al 2004. Tra queste, una delle più amate dal pubblico è senza dubbio quella tra Monica Geller (Courteney Cox) e Chandler Bing, interpretato dal compianto Matthew Perry.Il loro rapporto inizia come una solida amicizia, caratterizzata da grande complicità, continue frecciatine e una chimica assolutamente innegabile; ma è alla fine della quarta stagione, durante un viaggio a Londra per il matrimonio di Ross, che i due si avvicinano romanticamente, sorprendendo i fan con una svolta inaspettata. Da quel momento, la loro relazione evolve attraverso momenti di gioia, di difficoltà e di crescita personale, ma sempre in modo talmente naturale che sarà la stessa Monica ad affermare: “Sai cos’è strano? Che non mi sembra affatto strano”. 2) Heartstopper (2022

Screenworld I MIGLIORI FILM SUI MOTOCICLISTI DA VEDERE IN STREAMING

I MIGLIORI FILM SUI MOTOCICLISTI DA VEDERE IN STREAMING

L'asfalto che si mescola alla pellicola, tra la polvere e il rombo dei motori. Il cinema e la strada (o il cinema della strada) sono sempre stati legati da sensazioni iconiche: la meraviglia, la scoperta, la libertà, la ribellione hanno trovato sfogo attraverso storie di follia e passione, di cuore, ma soprattutto (e molto spesso) di due ruote. Le motociclette al cinema hanno letteralmente fatto la storia, e l'uscita di The Bikers di Jeff Nichols va a porsi come ulteriore tassello di un mosaico a tappe, più lungo della route 66. Per prepararsi al meglio a quest'esperienza, ecco i film più iconici che potete trovare in streaming sulle varie piattaforme.Il Selvaggio (1953)Uno dei primi cult a tema, con protagonista un iconico Marlon Brando nei panni del ribelle per eccellenza. Un film, quello di Laszslo Benedek, che ha creato un precedente fondamentale per l'intero filone: la storia di motori che si mescola al crimine, la ribellione sfruttata come rottura dei meccanismi di consenso, la strada e i palazzi come allegorie di due mondi a confronto. Il Selvaggio è stata un'operazione inaspettata, figlia di storie reali e di bande (vere) di motociclisti che vagavano per la California. Il primo grido di opposizione per tanti giovani che cominciarono a riscoprirsi un po' ragazzacci. Disponibile a noleggio sulle varie piattaforme.Easy Rider (1969)Figlia di un esperimento fondamentale, I Selvaggi di Roger Corman, questa pellicola indipendente e spregiudicata riuscì a lasciare un segno indelebile nella storia. Costata pochissimo, in buona parte destrutturata, ma trascinata da Peter Fonda, Dennis Hopper e un giovane Jack Nicholson, Easy Rider portò le motociclette a Cannes prima e agli Oscar poi. Nonostante le premesse, si tratta di un vero e proprio caso cinematografico, capace di riempire le sale contro ogni aspettativa. Per il suo impatto culturale, il suo coraggio e il

Diego Cineriflessi SGUARDI DAL MONDO: RUBEN ÖSTLUND

SGUARDI DAL MONDO: RUBEN ÖSTLUND

La cinematografia Svedese, e quella scandinava per estensione, ha un grande maestro che l'ha fatta conoscere nel mondo per quasi quarant'anni: Ingmar Bergman. È inevitabile che chiunque arrivi da quelle latitudini debba fare i conti con questo maestro e, volente o nolente, ne subisca condizionamenti. Ruben Östlund, leva 1974, approda al cinema dopo diversi documentari sportivi, ma con Gitarrmongott fa il salto verso il cinema di fiction. Opera in cui molti attori non sono professionisti e interpretano se stessi, ma in cui si inziano a delineare le caretteristiche di quello che sarà il suo cinema più conosciuto e premiato. Sarà Involuntary, il suo primo film ospitato in una sezione collaterale di Cannes a dargli visibilità. Già in questa pellicola del 2008 si affina lo stile personale e le tematiche di Östlund, che con la sua macchina da presa si sofferma con pazienza ad osservare la comicità involontaria dell'esistenza umana. Lo fa attraverso cinque storie che si alternano avendo per protagonisti giovani, ragazzine e persone più adulte senza soluzione di continuità. Il seguente Play farà parlare di sé per la tematica e per il punto di vista. Col suo stile distaccato e statico ci racconta le babygang di Goteborg in un crudele gioco psicologico con risvolti finali inaspettati e poco edificanti. Nella società moderna comportarsi nel modo corretto è sempre più difficile e la morale sempre più relativa. Un film capace di mandare in tilt qualsiasi spettatore. L'affermazione definitiva arriva però con Forza maggiore. Per la prima volta i dialoghi assumono un'importanza fondamentale e la critica verso l'uomo della società moderna si fa sempre più esplicita. Östlund affonda il coltello nell'egoismo della nostra società dove un papà non vede più la salvezza della propria famiglia come prioritaria, ma è talmente assuefatto dal suo egoismo da neanche accorgersene. Con l'utilizzo della colonna

Valentina DIRTY DANCING: LA MAGIA DI UN AMORE IN PUNTA DI PIEDI

DIRTY DANCING: LA MAGIA DI UN AMORE IN PUNTA DI PIEDI

Amici lettori, benvenuti e bentornati al secondo appuntamento della rubrica “Cuori sullo schermo”.“Nessuno può mettere Baby in un angolo”. Una delle frasi più iconiche e famose della storia del cinema. Sfiderei chiunque ad affermare di non averla ripetuta almeno una volta nella vita. Sette semplici parole che hanno consacrato Dirty Dancing come un vero a proprio cult nell’universo delle commedie romantiche, che ha fatto sognare, cantare, ballare ed emozionare il mondo intero e che ha lanciato definitivamente la carriera di Patrick Swayze, attore di straordinario talento e bellezza che ha lasciato senza dubbio un vuoto incolmabile. Insieme a Pretty Woman, Dirty Dancing occupa un posto specialissimo nel mio cuore, ricordando le giornate d’estate, quando la sottoscritta era una bambina felice che adorava trascorrere le giornate ballando sulle note della colonna sonora del film, avendo in casa il vinile che mia madre custodiva gelosamente. E sulle note di quelle canzoni divenute immortali che sognavo di essere Baby e di trovare un giorno il mio personale Johnny Castle…per la serie:” Quando i film ti rovinano la vita”. Uscito nel 1987, diretto da Emile Ardolino e interpretato da Patrick Swayze e Jennifer Grey, il film racconta di una storia d’amore, ma parla anche della crescita personale e i cambiamenti sociali, ambientato nell'estate del 1963. Tralasciando la trama, che non ha certo bisogno di essere raccontata, mi piace sottolineare come la storia tra Baby e Johnny, in realtà è riuscita ad essere il veicolo portante di varie tematiche che vengono trattate lungo il corso del film. Si affrontano temi sociali rilevanti, come le differenze di classe e le aspettative di genere. La relazione tra i nostri protagonisti sfida le convenzioni sociali dell'epoca, mostrando come l'amore e il rispetto reciproco possano superare le barriere sociali. Inoltre, il personaggio di Baby rappresenta un modello di emancipazione