Recensione di   Rael70 Rael70

Await Further Instructions

(Film, 2018)

Ciò che ami ti ucciderà

DirectionScreenplay

Ci sono film che nascono con qualcosa di speciale e l'ultimo lavoro dello sconosciuto regista cipriota Johnny Kevorkian (naturalizzato inglese), scomparso nel 2020 all'età di soli 48 anni, è uno di questi.

 

E' un peccato pensare che il suo secondo lungometraggio sia stato anche l'ultimo della sua brevissima carriera: certamente Kevorkian aveva della stoffa e “Await Further Instructions” è l'evidente dimostrazione.

 

Vincitore del Cinepocalypse Festival di Chicago ma soprattutto vincitore del Trieste Science & Fiction Festival del 2018 (dove conseguirà anche il premio speciale della giuria), questo lavoro ha tutti i presupposti per diventare un cult, senza se e senza ma.

 

Sceneggiato da Gavin WIlliams, il lavoro risulta decisamente affascinante e intelligentemente stratificato riuscendo ad affrontare varie tematiche sebbene si tratti di una produzione a basso budget indipendente.

 

Vedendo la pellicola, a qualcuno potrebbero venire in mente determinate dinamiche di “We need to do something” e in effetti quest'ultimo sembra, apparentemente, aver attinto dal lavoro di Kevorkian (uscito tre anni prima) ma questa conclusione si basa solamente sul fatto che ci sono diversi elementi in comune tra i due film.

 

“Await Further Instructions” colpisce per la lucida freddezza nel presentare le paure di una normale famiglia americana che, per estensione, potrebbero essere le stesse di una qualunque moderna famiglia occidentale.

 

Considerare lo straniero come la causa di tutti i problemi di una nazione (cosa ancor peggiore del razzismo in sé), il patriarcato imperante contro tutto e tutti, la potenza indeterminata dei media, l'obbedire ciecamente alle Autorità, il non accettare differenti culture e la manipolazione del pensiero collettivo sono i principali argomenti su cui si basa l'intera narrazione vissuta in un'ambientazione chiusa e con soli sette personaggi in scena.

 

Film prodotto dai Goldfinch Studios, importante studio di produzione indipendente britannico che finanzia svariate tipologie di media digitali, che vanta un cast interamente inglese in cui emerge la prova di Grant Masters nel ruolo del papà della famiglia in cui si svolgerà il dramma.

 

La storia sembra svolgersi nei primissimi anni duemila; in occasione delle festività natalizie, dopo una assenza di circa tre anni, il giovane Nick decide di ritornare in famiglia e per questa occasione si porta la fidanzata, di origini indiane, Annji, per presentarla alla famiglia, composta dal padre Tony, dalla madre Beth, dalla sorella Kate, dal cognato Scott e dal nonno di cui non verrà mai menzionato il nome.

 

Nick non è affatto convinto di entrare a casa ma Annji è ansiosa di conoscere la futura parentela e quindi i due ragazzi bussano alla porta e vengono accolti da Beth che è felicissima di rivedere suo figlio insieme alla sua futura nuora.

Annji si presenta davvero bene offrendo un cesto per l'imminente Natale e Beth è positivamente colpita da questa ragazza.

Terminati i convenevoli, Nick presenta il nonno il quale, fin da subito, mostra disinteresse per la ragazza comportandosi in modo alquanto scorbutico ma, ovviamente, il ragazzo non è affatto sorpreso da questa reazione.

Nel frattempo Annji decide di uscire fuori per chiamare la sua famiglia per informarla che va tutto bene ma il segnale è assente…

Nel frattempo arriva Kate (la sorella di Nick) insieme a suo marito Scott e Nick scopre che la sorella, tra due settimane, darà alla luce un bambino/a.

Iniziano i primi dialoghi ma, all'improvviso, al telegiornale viene annunciato che è stato commesso un probabile attacco terroristico proprio nella piccola cittadina dove si trova tutta la famiglia.

Questa notizia è la scintilla che da fuoco alle polveri: il nonno per primo indica come presunti colpevoli gli immigrati che stanno, di anno in anno, rovinando il paese con le loro culture e  con il loro odio; ovviamente Annji è spiacevolmente sorpresa da questa intolleranza (condivisa anche da Kate e Scott) e risponde alla futura cognata affermando che non esiste alcuna prova di quello che dice il nonno e che i loro sono solo odiosi pregiudizi.

 

Scoppia una lite tra le cognate che, inevitabilmente, si trasforma in uno scontro tra Nick e Scott dato che ognuno dei due difende la propria donna.

Il clima è tutto fuorché natalizio e i presupposti per passare il Natale in armonia sembrano del tutto svaniti.

 

A causa dell'imbarazzante situazione, stavolta è Annji che vorrebbe andare via e Nick, condividendo l'idea, le promette che l'indomani, di primo mattino, lasceranno la casa senza fare rumore.

Purtroppo però accade qualcosa d'impensabile: la porta di casa è sbarrata da una sorta di nera barriera metallica…

I ragazzi controllano anche le finestre ma la barriera è ovunque. Annji sale al primo piano ma il risultato è identico.

Nel frattempo il resto della famiglia si sveglia e dopo aver preso coscienza dell'incredibile situazione e dell'assenza di qualsiasi forma di comunicazione (telefoni, internet e tv)  Tony prende il comando e cerca di trovare una possibile soluzione ma, all'improvviso, un messaggio appare sul televisore…

Tony è convinto che l'Esercito abbia preso il controllo (in relazione al precedente attacco terroristico) e decide di obbedire alle Autorità e di non effettuare nessun tentativo per uscire fuori, sforzo che potrebbe rivelarsi letale…

Siamo nel giorno di Natale e Tony decide che la migliore cosa da fare è trascorrere la giornata in modo assolutamente normale…

Da questo momento niente più sarà normale e il film dal Thriller inizierà a virare  verso l'Horror e l'asticella si alzerà immediatamente.

 

Cosa sta davvero succedendo? 

Cosa è successo lì fuori? 

Possibile che il Governo abbia sigillato tutte le abitazioni? 

Il pericolo invisibile è fuori o dentro?

 

Accomodiamoci sul divano e diamo inizio alle danze: potrebbe diventare un cult.

di Rael70