Nel 2002 la scrittice canadese Deborah Ellis, dopo un’esperienza in un campo profughi per rifugiati afghani, scrive Sotto il burqua primo di una serie di libri con protagonista Parvana, una bambina di 11 anni costretta a vivere sotto il regime talebano.
Oggi quel film è diventato un meraviglioso film di animazione con la regia di Nora Twomey già aiuto regista di Tomm Moore (The secret of Kells e La canzone del mare) che qui produce insieme ad Angelina Jolie.
Parvana ha 11 anni e vive in Afghanistan insieme alla madre Fattema, la sorella più grande Soraya, il fratellino piccolo e suo padre. Il padre, professore prima dell’arrivo dei talebani, ora è costretto a guadagnarsi da vivere vendendo i pochi oggetti che gli sono rimasti per strada. Eppure nonostante gli stenti Parvana è felice, grazie anche alle meravigliose storie che gli narra il padre.
Finché un giorno, proprio un ex allievo del padre, non arresta l’uomo.
Per Parvana e la sua famiglia si apre l’abisso. Essendo tutte donne nessuna di esse può uscire di casa o lavorare, l’unica speranza sembra essere il matrimonio combinato di Soraya con un lontano cugino.
The breadwinner riesce a calarci dentro l’orrore della dittatura talebana facendocene sentire tutta l’assurda violenza e calandoci nella disperata condizione delle donne afghane private di qualsiasi diritto e continuamente maltrattate e pestate come accade a Fattema. Una realtà fatta di palazzi sventrati, infanzie violate ed uomini crudeli pronti a sposare bambine.
Eppure mai, neanche per un istante, Parvana perde la forza di sognare un futuro diverso aiutata anche dalla fiaba che le ha raccontato il padre e che ora lei racconta al fratellino. Una fiaba che l’aiuta anche a trovare il coraggio per superare i momenti più difficili e che viene rappresentata con un’animazione tanto semplice quanto sbalorditiva.
Capelli corti e coraggio in spalla Parvana diventa un bambino e comincia a lavorare per trovare da mangiare alla sua famiglia senza perdere la speranza di ritrovare l’amato genitore.
Accanto a lei un’altra bambina che si finge maschio. Insieme le due ragazzine conosceranno i lavori più duri ed umilianti, dovranno sfuggire alle minacce dei guardiani della fede ma continueranno a sognare un futuro diverso, magari tra vent’anni, quando si reincontreranno in riva al mare su una spiaggia immacolata, finalmente libere.
Come spesso è accaduto negli ultimi anni i film più belli della Festa del cinema di Roma provengono dalla sezione Alice nella città, dedicata ai film per ragazzi ed adolescenti.
The breadwinner non fa eccezione ed è un piccolo gioiello che colpisce al cuore lo spettatore che proverà rabbia, sgomento ed orrore nel vedere l’ignobile condizione della donna in Afghanistan, un film che non scade mai nella retorica o nel sentimentale e che ci scuote con la forza di queste donne che rialzano coraggiosamente la testa e trovano la forza di ribellarsi, di continuare a sognare e vivere la loro fanciullezza cullate da storie fantastiche e che soprattutto trovano una marea di cuori generosi (persino tra i talebani) che le aiuteranno a sperare in un domani diverso.
 

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