Felix ha deciso di fare una sorpresa ad Alma, la ragazza di cui si è innamorato dopo appena una notte passata insieme.
Decide di portare con sé il suo amico Chérif; ai due si unirà suo malgrado Eduard, l’ignaro autista che ha messo un annuncio per condividere il viaggio e che si aspetta due ragazze.
E così eccoli i nostri tre eroi giungere nella placida campagna francese, tra splendide montagne, fiumi dove nuotare e fare canyoning, pittoreschi caffè affacciati su splendide viste e karaoke al bar del campeggio.
La placida campagna francese con la sua piccola umanità.
Solo il cinema francese possiede la rara capacità di costruire film quasi impalpabili, costruiti attorno a poco o nulla.
Non vorremmo scomodare nomi illustri ma, inevitabilmente, viene in mente il Rohmer de Il raggio verde, L’amico della mia amica o di Un ragazzo, tre ragazze; la stessa incredibile leggerezza che potrebbe essere scambiata per inconsistenza ed invece ha la stessa piacevolezza del vento che Felix ed Eduard assaporano giunti in cima ad una montagna. Lo stesso gusto delle giornate oziose passate a sorseggiare un caffè sul bar del corso, illuminati dal sole.
Attimi sospesi, giusto una settimana, prima di tornare a Parigi alla vita di sempre.
Tre personaggi che non potrebbero essere più diversi. Intanto perché Felix e Chérif sono neri ed Eduard è bianco. Poi loro sono lavoratori della classe medio bassa, lui è un mammone mai cresciuto, abituato (probabilmente) agli agi.
Felix è il più estroverso, lo spaccone del gruppo, quello pronto a giocarsi tutto convinto che Alma cadrà ai suoi piedi.
Dovrà fare i conti con la realtà ma alla fine non sembrerà trarne alcun insegnamento.
Eduard invece, finalmente, riuscirà a tagliare i legami con la madre, crescerà e alla fine lo vedremo diventare una persona autonoma dopo aver fatto nuove esperienze ed essere riuscito a togliersi di dosso parte della corazza.
Infine c’è Chérif che comincia un’amicizia con una donna con bambina piccola al seguito, un amore impossibile visto che lei è sposata eppure le loro fragilità e solitudini, il loro essere dei perdenti sfigati, sapranno incontrarsi.
Attorno a loro la varia umanità del paese e del camping.
Storie piccole, piccolissime che non vogliono trarre nessuna morale ma solo farci riscoprire il piacere del raccontare le piccole cose che rendono degna la vita di essere vissute.
L’amore, l’amicizia, il piacere della natura e del sole, l’acqua di un fiume, i paesaggi idilliaci.
Un’ultima notte in cui tutto cambierà.
Al mattino bisognerebbe ripartire o forse no.
Ancora qualche giorno prima di tornare a casa, ancora qualche ora per godersi questa parentesi incantata.

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