Recensione di   Balkan Castevet Balkan Castevet

Two Witches

(Film, 2023)

Film stregonesco suddiviso in due “episodi” che si collegano tra loro.

Pierre Tsigaridis, regista, mette in scena un film grottesco che spinge sulle visioni horror, anche sulla violenza mostrata  dove la narrazione potrebbe non risultare “strutturata”; si nota che ciò che interessa al regista è il mostrare piuttosto che spiegare la vicenda, esplorare i personaggi.

Il primo “episodio” si incentra su Sarah che inizia a vedere una vecchia strega e da li visioni, ansia e sensazione di persecuzione.
Lo stile del film è incentrato nel mostrare spesso il volto della strega anche in modo grottesco, ci sono moltissimi jump scare, il make va a ricordare molto i demoni raimiani di Evil Dead .

 

Durante il primo episodio c'è una sequenza d'atmosfera gestita molto bene, quando Sarah di notte lunga sul letto inizia a percepire la presenza della strega, ciò funziona perchè lo spettatore sa che c'è la strega, questa tramite la sua ombra, la sua sagome è nell'inquadratura ma Sarah non lo sa, dunque si crea il meccanismo della suspance, lo spettatore conosce di più della protagonista.

Oltre a ciò, ci sono buoni escamotage per allungare i tempi dove la regia gioca con i meccanismi horror e infine, dopo aver alimentato la tensione si arriva al jump scare con quel movimento di macchina ad andare verso l'altro a ricordare proprio The Conjuring dove anche nel film di Wan, come in questo Two Witches la strega appare dall'alto tramite il jump scare che , ribadisco, è stato costruito.

La maggior parte dei jump scare comunque sia nel primo che nel secondo episodio sono abbastanza da spot, il contesto grottesco li fa pesare meno ma rimane un espediente un po' abusato nel film soprattutto perchè spesso è gestito allo stesso modo, ciò col volto della strega che appare.

Il film riesce a creare suggestione tramite le sequenze oniriche nel “mondo delle streghe” dove anche tramite un'atmosfera malsana, sangue, squarci, budella mostrare il tutto ha il suo effetto.

Nel primo episodio il partner di Sarah non mostrerà molta empatia e fiducia verso di lei ma se ciò potrebbe portare a pensare a letture sulla figura della strega in chiave “moderna”, più femminista, il film gioca con questo espediente per invece riportare la strega ad un concetto più “ancestrale”.
Nel film la lettura femminista è assente, qui le streghe sono sadiche, uccidono, divorano bambini.

Per certi aspetti, per il grottesco ma anche per come la figura della strega, la sagoma viene inquadrata all'interno della scena senza che i personaggi la vedono ricorda un po' The Lord of Salem di Rob Zombie.

 

La vecchia strega, in fin di vita, avrà nella figlia Masha la sua erede e da qui il secondo episodio.

Masha è coinquilina insieme a Rachel e la “promessa” strega già da subito mostra la sua voglia di potere, di controllo nella scena di sesso.

In un dialogo Rachel dirà che le streghe erano donne forti e che non bisogna credere alla visione patriarcale di tale figura; Tsigaridis sembra voler giocare con la nuova tendenza dei film sull'argomento. Come scritto il film riporta la strega al suo concetto ancestrale infatti Rachel non ha scrupoli di nessuno, è vogliosa di potere e di divertirsi ben gioiosa di esercitare il suo potenziale uccidendo.

Come scritto non è nella narrazione che il film spicca, in questo episodio Masha gioca nel far ricadere Rachel nell'oblio, nella pazzia ma più che a conseguenze pratiche ciò sembra solo un espediente per la strega di divertirsi.
Sì, l'arco don Rachel si chiede, ma quel tentativo di portarla alla pazzia rimane un po' fine a se stesso.
Anche in questo episodio non mancano momenti malsani, i singoli shot d'effetto e senz'altra è efficace la sequenza della strega, cioè la madre di Masha che inizia a pugnalarsi, sempre dell'alto, ricordando un po' la magnifica scena di Hereditary del taglio della gola.

Nell'episodio torneranno personaggi presentati nell'arco di Sarah ricollegando la vicenda.

La chiosa finale è interessante e molto grottesca, la congeda delle streghe è un chiarissimo omaggio a Suspiria, con tanto di strega con gli occhiali neri, la presenza del demone(?) o della boss delle streghe(?) rende il tutto più curioso e d'effetto, l'investitura di Masha a nuova regina ora che ha un corpo totalmente bruciato, distrutto fa anche comprendere l'essenza stessa del film, Masha che ha dimostrato voglia distruttiva tanto da distruggere se stessa viene eletta come regina della congrega.

 

E' un film che ha molta voglia di mostrare ma che sa anche di essere low budget, infatti la regia non opta per campi medio-lunghi, non mostra scenari.

La fotografia è sempre molto cupa e curata.

La narrazione come scritto pur non dando spiegazioni si comprende dove voglia andare a parare anche se certo ci sono dinamiche che sembrano fine a se stesse e senza dubbio i personaggi, il background di questi non è esplorato ma è evidente che a Tsigaridis di ciò interessa poco.

Sul lato visivo e horror la regia mostra momenti interessanti, cita molti caposaldi del genere ma è evidente che mostra un po' di acerbità, i jump scare sono tantissimi e specialmente utilizzati, per la maggior parte, allo stesso modo e se è vero che il grottesco regge il gioco, qui un po' di creatività o pazzia in più non avrebbe guastato. Seppur di “pazzia” il film ne ha, ma la mancanza di mezzi in diverse circostanza non permette di esplorare il tutto al meglio dunque spesso la sequenza si chiude col volto della strega a subentrare su Masha, reiterando spesso questa scelta.

Comunque è un film che mostra budella, momenti horror, gioca sul grottesco, mostra anche un uomo “volante” con pene all'aria.

 

Nel finale appare la scritta to be continued e sinceramente sono felice che il film avrà un seguito sperando in un miglioramento un po' complessivo ma resta comunque un film “curioso” di cui consiglio la visione.