Ayer dirige un film d'azione “modello” John Wick cioè dove il protagonista ritiratosi dalla sua attività tornerà per mietere vittime su vittime dopo il torto subito.
L'azione non è diretta male, Ayer opta per uno stile montato, quindi no piano-sequenza, che comunque risulta leggibile, si utilizza la camera a mano e ciò insieme al montaggio rende l'azione dinamica.
Bene ad esempio nella sequenza dell'apicoltore Clay, protagonista, contro l' FBI ma comunque in generale l'azione è ok, non mancano  anche esplosioni, persone bruciate, impiccagioni a riguardo bella la scena dell'ascensore.

Il concetto di apicoltore è il fulcro del film, la società vista come alveare e quest'organizzazione segreta di cuoi gli apicoltori sono i killer devono provvedere al bene della società.

Il torto che subisce Clay mette alla luce una società non sana che si approfitta dei più deboli e dove anche l'ape regina, la Presidente degli States ha i suoi scheletri nell'armadio specialmente e per colpa del figlio.

La fotografia utilizza molto i gialli, tonalità miele che richiamano il concetto di alveare e le varie trame dei palazzi ricordano proprio la struttura delle api.

La messa in scena però a tratti è un po' “scarna” qui Ayer non riesce a creare begli scenari, forse non c'erano i mezzi ma soprattutto non riesce a dare credibilità verso il posto in cui si svolgono le azioni.
Si fa fatica a credere che si è al cospetto della Presidente degli Stati Uniti perchè è tutto troppo “povero” ed anche sulla scrittura è troppo inverosimile che gli agenti CIA siano così impreparati per la situazione.
John Wick il suo mondo riesce a costruirlo e dargli un contesto mentre Beekeeper non riesce in questo.
L'intento, probabilmente, è di esplorare e allargare la loro in eventuali sequel ma in questo film si doveva fare qualcosa più e come scritto anche Ayer doveva dare più credibilità alla messa in scena ed al contesto.
Anche i personaggi mancano di spessore, poco approfonditi, poco esplorati ma anche sul lato del carisma si crea e costruisce poco, un esempio su tutti l'apicoltrice che combatte contro Clay non è minimamente neanche presentata, ma anche i personaggi con più minutaggio e più centrali nel racconto non hanno troppo da dire se non per l'agente di polizia Verona che coinvolta personalmente nel caso avrà dubbi del fermare Clay, che persegue una causa ritenuta “giusta” o fare il suo dovere di agente, nel finale compirà la sua scelta.
Comunque anche i personaggi più centrali sono di funzione, nulla di male in un film del genere ma dello spessore e soprattutto carisma in più non avrebbe guastato soprattutto per i “villain”.

La base è sempre quella di John Wick, il figlio che combina il casino e che dovrà essere protetto dai vari agenti il cui capo è spaventato a morte perchè sa a costa asta andando in contro ma la presenza scenica, il carisma dei personaggi non è equiparabile al film di Stahelski.
Le scene d'azione ben eseguite, comunque se ne trovano di meglio in altri film simili, non bastano per rendere questo film buono.