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Il film ha concetti potenzialmente interessanti come ad esempio mostrarci un Poirot, di fatto "morto", senza i suoi casi cioè senza cadaveri, mentre è vivo quando appunti indaga sugli omicidi.
Il problema è che la fase iniziale del Poirot ritirato dura pochissimo e di fatto questo concetto è gestito molto per dialoghi rispetto al mostrato.
Andando in pieno sul film, Branangh punta a far perdere le certezze di Poirot, immischiato nel soprannaturale; per far ciò Branagh utilizza moltissimo grandangolo per ricreare un effetto irreale al tutto condito con inquadrature storte differenziando molto i vari punti macchina; il concetto è anche quello di inquadrare gli oggetti chiave in modi sempre "bizzarri" spesso quasi diventando delle soggettive.
Il risultato però è di una regia fin troppo artificiosa, Branagh non sembra avere la giusta dimestichezza con l'horror, non riesce ad allungare la durata delle inquadrature quando serve e salvo alcune inquadrature, non ha neanche la giusta potenza visiva o comunque occhio per creare sequenze di tensione.
Ecco che dunque ogni volta, moltissime volte, che si va di grandangolo sembra che sia l'unica arma di Branagh per ricreare la tensione ma ciò risulta appunto un espediente troppo fittizio.
Potenzialmente sono le diverse inquadrature dall'alto verso il basso come a suggerirci che tutta la vicenda sia guidata da una presenza superiore ed indubbiamente ci suono anche degli shot ben riusciti.
Anche l'atmosfera iniziale con una Venezia grigia e l'arrivo al palazzo antico tra gondole, nebbie e tabarri sono notevoli però poi lo svolgimento del giallo in se, come in Assassinio sul Nilo, commette l'errore di mostrare alcuni personaggi come “buoni” e di fatto manca quella sensazione del tutti sospettati e tutti con non solo un potenziale movente ma anche come personaggi “discutibili”.
Va benissimo che il film verta sul far cedere Poirot nel credere al sovrannaturale e mostrare una quasi impossibilità nel risolvere in modo “scientifico” il caso, però andando ad analizzare il film di fatto si può comprendere bene chi ci sia dietro a tutto, perchè la scrittura omette proprio alcune basi del giallo lanciando ampi segnali.
Bello comunque che nel post caso, quindi il finale finale, si va di fotografia lucente, abbandonando i toni scuri e opachi precedenti perchè il percorso di Poirot ha di nuovo luce.
Meglio del secondo che non mi era piaciuto per niente, troppa patina, cgi e gestione del giallo in se scadente dove c'erano personaggi da subito eliminabili da candidati colpevoli, in questo terzo capitolo ho apprezzato le varie idee però l'esecuzione di Branagh l'ho mal digerita dunque queste avventure di Poirot continuano a non convincere.
Sicuramente non totalmente un brutto film ma il risultato nel complesso non è proprio buono, quindi film non promosso.