In viaggio con Adele

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Genere:
Regia: Alessandro Capitani
Attori: Sara Serraiocco, Alessandro Haber, Isabella Ferrari
Trama:
Adele (Sara Serraiocco) è una ragazza speciale. Libera da freni e inibizioni, indossa solo un pigiama rosa con le orecchie da coniglio, non si separa mai da un gatto immaginario e colora il suo mondo di Post-it, dove scrive tutto quello che le passa per la testa. Cinico e ipocondriaco, Aldo (Alessandro Haber) è un attore di teatro che, appoggiato da Carla (Isabella Ferrari) - sua agente, amica e occasionale compagna di letto - si trova alla vigilia della sua ultima grande opportunità nel mondo del cinema. L' improvvisa morte della mamma di Adele sconvolge i piani di Aldo che scopre solo ora di essere il papà della ragazza. Con il compito di dirle la verità e l’intento di liberarsene, Aldo parte con Adele risalendo dalla Puglia su una vecchia cabrio per affrontare un viaggio dalla meta incerta: una nonna scorbutica, una zia avida, un fidanzato misterioso. Accomunati dalla solitudine e dal bisogno di amore, i due si scopriranno poco a poco, inaspettatamente, un padre e una figlia. [...]
Recensione di Rocco Moccagatta da FilmTV
Sorvegliato speciale del cinema italiano, investito di un’attesa messianica, lo sceneggiatore Nicola Guaglianone è, per tutti, ancora quello di Lo chiamavano Jeeg Robot. Nel frattempo, ha scritto per i grossi calibri della nostra commedia (L’ora legale, Benedetta follia), s’è cimentato con la serialità di culto (Suburra), ha partecipato a film curiosi (Indivisibili, Sono tornato). Però il film con Mainetti resta la sua unica, vera epifania. Non sembra che questo esordio di Alessandro Capitani al lungo (dopo tanti corti, uno anche vincitore di un David nel 2016) possa cambiare le cose. L’Adele del titolo, sempre in tuta da coniglio, è un’altra...
Recensione di Rocco Moccagatta da FilmTV
Sorvegliato speciale del cinema italiano, investito di un’attesa messianica, lo sceneggiatore Nicola Guaglianone è, per tutti, ancora quello di Lo chiamavano Jeeg Robot. Nel frattempo, ha scritto per i grossi calibri della nostra commedia (L’ora legale, Benedetta follia), s’è cimentato con la serialità di culto (Suburra), ha partecipato a film curiosi (Indivisibili, Sono tornato). Però il film con Mainetti resta la sua unica, vera epifania. Non sembra che questo esordio di Alessandro Capitani al lungo (dopo tanti corti, uno anche vincitore di un David nel 2016) possa cambiare le cose. L’Adele del titolo, sempre in tuta da coniglio, è un’altra...

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