Rinascere?

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Ci sono film che possono spaventare e film che si limitano ad inquietare ma l'inquietudine è cosa assai diversa dalla paura, forse è ancor più ostica da affrontare e sconfiggere.

 

Altresì ci sono film che lasciano lo spettatore sospeso in uno stato d'indecisione: qual'è il significato di tutto quello che ho visto?

 

“Resurrection” del regista americano Andrew Semans appartiene a questo ristretto gruppo di pellicole dove il comprendere o meno tutto il film può dipendere non soltanto dal finale in sè ma anche da una semplice espressione del viso del o della protagonista che può rimettere tutto in gioco (recentemente basta vedere “Quando Dio imparò a scrivere” del maestro Oriol Paulo per comprendere ciò che sto scrivendo).

Chiariamo subito che Semans non è un regista di primo livello e la sua direzione si rivela non proprio brillante e/o claustrofobica, in sostanza non riesce ad incidere più di tanto ma, fortunatamente, il vuoto lasciato dal regista viene riempito dall'ottima performance di Rebecca Hall, attrice che non ha bisogno di presentazioni (andatevi a vedere “1921 - Il mistero di Rookford”) e che qui interpreta il personaggio di Margaret o Maggie, una donna in carriera, madre di Abbie ormai prossima a diventare maggiorenne, che pur essendo single, ha una relazione con Peter, un suo collega sposato di cui Margaret è a conoscenza del suo stato e lo accetta senza creare problemi.

Un giorno Abbie trova nel suo portafoglio un dente, si , proprio così, un dente di cui ignora la provenienza: a chi appartiene e come è arrivato lì?

Successivamente, in una conferenza, tra la platea dei partecipanti, Margaret nota un individuo che, immediatamente, le provoca una crisi di panico che la obbliga a fuggire e a tornare a casa correndo , avendo come primo obiettivo quello di controllare se Abbie stia bene.

L'incontro con questo misterioso individuo si ripete nuovamente, alcuni giorni dopo, in un negozio dove Margaret e Abbie stanno facendo shopping, obbligando la donna a fuggire e a costringere la figlia a seguirla.

Nel frattempo Margaret ha un incubo dove, aprendo il forno della cucina, trova un neonato carbonizzato…

Si arriva ad un terzo incontro e questa volta Margaret trova il coraggio di avvicinarsi all'uomo per parlargli: senza mezzi termini gli dice di stare lontano da lei e da sua figlia ma l'uomo (che Margaret ha identificato come David, il suo primo fidanzato di quando era adolescente) la informa che Ben (ossia Benjamin) è dentro di lui e sta cercando di ricongiungersi con la madre: chi è questo Ben e cosa significa che è dentro David?

Il film parte da qui e s'incamminerà in un inesorabile crescendo di tensione ed inquietudine fino al finale estremo, liberatorio eppur così enigmatico…

 

Tutta la pellicola è sulle spalle della Hall che riesce, quasi del tutto, a nascondere una direzione anonima e fin troppo scolastica.

 

Da vedere e da discutere ragionando e riflettendo su ciò che si è visto.

di Rael70