Malgrado lo sforzo nella sceneggiatura e nei costumi il film, tratto da un romanzo di Ruth Prawer Jhabvala, lungo poco più di due ore, non sembra comunicare appieno ciò che forse vorrebbe, ossia il confronto tra ieri (anni venti, ancora epoca coloniale) e oggi , così come il confronto tra la cultura inglese e quella originale indiana. La donna di oggi visita i luoghi dove la prozia, anni prima, ha vissuto e dove ha perfino deciso di restare. Diverse cose che vediamo sono scontate, altre non sono forse sviluppate appieno e si rimane alla superficie. Alla fine ciò che resta è che la donna di oggi è più libera di quella di ieri.