Random reviews

Recensione di   Bongo Bongo

The Dark and the Wicked

(Film, 2020)

Sono rimasto sorpreso da questo film, uno degli horror più avvincenti tra quelli che mi sono capitati di vedere di recente. La storia riguarda due fratelli che tornano nella fattoria di famiglia per l' aggravarsi delle condizioni del padre. La pellicola sfrutta bene i cliché del genere e non brilla per originalità (anche se non mancano i colpi di scena) ma ciononostante ( o forse proprio per questo) riesce a tenere lo spettatore avvinto e coinvolto. Molto efficace la fotografia, mentre la sceneggiatura a mio avviso presenta qualche buco: alcuni spunti del film rimangono un po' in sospeso e non trovano risposta, al punto che mi è venuto da pensare ad una sceneggiatura rimaneggiato più volte. Si tratta però di un dettaglio da pignoli che non impedisce di apprezzare un film molto sottovalutato, a mio avviso. Forse esagero , ma è un film che non sfigurerebbe accanto a The Witch, per la stessa atmosfera “viscerale”, o a Babadook, per la solitudine della protagonista alle prese con una vicenda angosciante.

Recensione di   Giovanni Varuni Giovanni Varuni

Siccità

(Film, 2022)

Bello nella intenzione di sensibilizzare ad una condizione idrica che rischiamo di vivere sul serio. Tuttavia, il film è lento e senza trama.

Recensione di   Funghettidraghetti Funghettidraghetti

War - La guerra desiderata

(Film, 2022)

Purtroppo, soprattutto per il cast che mi piace molto, male male. Già dai primi momenti del film ho avuto la sensazione che questo cercasse, senza riuscirci, di ricalcare i grandi classici d'autore italiani: peccato che manchi totalmente di anima. Il protagonista dovrebbe essere, credo nelle intenzioni del regista, come un personaggio di Antonioni, ma da impotente diventa inutile; trama che sta nel mezzo tra le trame classiche e quelle post-moderne, ma devo dire soprattutto col finale risulta insapore. La regia diventa buona in qualche scena, come quella della festa clandestina, mentre ho trovato grottesca la citazione, che mi è sembrata lampante, a Apocalipse Now nella scena della sauna. Insomma un film che vorrebbe essere ma che non è: prova ad essere intelletuale ma ne ha solo la forma, neanche troppo definita.

Recensione di   Elora_1972 Elora_1972

Assassin's Creed

(Film, 2016)

Da appassionata della saga dei videogiochi ho aspettato questo film quasi in “trepidante attesa” guardando ogni trailer disponibile, quando il film è uscito nelle sale la delusione è stata tanta.La trama è, sostanzialmente, divisa in due parti.La parte “del passato” è incentrata su Aguilar - appartenente alla setta degli Assassini - e le sue gesta per salvaguardare il Frutto dell’Eden dai Templari mentre quella “contemporanea” è incentrata su Callum Lynch, ultimo discendente dell’Assassino, che si trova suo malgrado a dover rivivere le gesta del suo antenato.Ora… mentre un fan della saga sà qual’è il legame tra il passato e il presente del protagonista (interpretato da Michael Fassbender), sà cos’è un Animus e conosce la lotta secolare tra Assassini e Templari per i Frutti dell’Eden, uno spettatore che non abbia mai giocato ad uno dei capitoli della saga semplicemente non capisce nulla di quanto sta guardando, avendo l’impressione di trovarsi davanti all’ennesimo complotto secolare tra le due fazioni. La trama è superficiale e molto approssimativa, assolutamente non adeguata a narrare il complicato universo di Assassin’s Creed, qui tutto sembra buttato sullo schermo per caso.Anche le sequenze d’azione non sono il massimo nonostante le corse acrobatiche tra i palazzi (il parkour per intenderci), le scene sono molto caotiche, la polvere che si vede più che fare atmosfera dà fastidio.Da fan della saga videoludica mi aspettavo molto di più, Callum Lynch ricorda fin troppo Desmond, mentre Aguilar sembra una pallida imitazione dell’ormai mitico Ezio Auditore e nemmeno la carrellata finale (che forse doveva suscitare emozione nei fan) riesce nel suo intento. Le 4 stelle? Bhe nonostante tutto Michael Fassbender ha sempre un suo perchè

Recensione di   Mortimer Sallius Mortimer Sallius

Body of Evidence - Il corpo del reato

(Film, 1993)

Il film è un giallo discreto, ma niente di eccezzionale! Ha un cast notevole, una ottima fotografia, musiche abbastanza curiose per un film erotic-triller. Ha due difetti: i costumi (troppo sobri) e la regia di Uli Edel : non adatto per il genere stile "Basic Instinct". Però dicamoci la verità , noi ragazzini di quel periodo, siamo andati al cinema solo per vedere le belle tette di Madonna che sobbalzano mentre cavalca energicamente Willem Dafoe, ansimando e godendo come neanche nei migliori film di Tracy Lords abbiamo visto fare... In fondo Madonna è stata scelta per questo film, ... solo per quello !! Oh Dio Mio, ricordo solo che quando acquistai il VHS, uscito a marzo del 1993, consumai il nastro della cassetta ,.... oltre ad una scorta infinita di fazzoletti di carta...

Recensione di   Ugo Pardo Ugo Pardo

Fantozzi

(Film, 1975)

Carattere letterario creato dallo stesso Paolo Villaggio, protagonista del film, la versione filmica e' sicuramente meno pesande nella denuncia della societa' e delle istituzioni che la opprimono, ma non per questo e' meno godibile ed affilata. Un imperdibile classico della commedia Italiana, Fantozzi e' il film meglio riuscito di tutta la serie, che nel tempo perde lo spirito di denuncia per diventare una tragicommedia demenziale.

Recensione di   Raffaella Di Pretoro Raffaella Di Pretoro

Lampedusa - Dall'orizzonte in poi

(Serie TV, 2016)

Bisogna salvare le persone in mare non possiamo lasciare nessuno in mare i migranti vogliono solo vivere e noi dovremmo imparare da loro a vivere. Non arrendendoci. Mai perché dà sempre tutti siamo migranti .​​​​​​

Recensione di   Diego Cineriflessi Diego Cineriflessi

Racconto di due stagioni

(Film, 2023)

Quando si decide di affrontare un film di Ceylan bisogna concedersi il tempo e la pazienza di vederlo perché le sue sono opere che maturano scena dopo scena, inquadratura dopo inquadratura senza scossoni, senza grandi svolte narrative, seguendo lo scorrere fluido della vita e delle stagioni. Sono film da sala. Sia Il regno d'inverno con una nota più filosofico/riflessiva che C'era una volta in Anatolia più narrativo seguivano questo stile. Racconto di due stagioni trova un equilibrio miracoloso e inaspettato tra queste due anime e permette a Ceylan di regalarci la sua opera più completa e matura. In tre ore riesce a toccare così tanti temi in modo non superficiale da lasciare a bocca aperta. Non ha paura di parlare di politica, di morale, di educazione, di diritti, di religione attraverso i suoi personaggi complessi in un paesaggio talmente ricoperto dalla neve da diventare invece monodimensionale, un carcere naturale che cerca di soffocare le velleità personali prima dei rumori. Sarà solo il fruscio dell'erba nel vento (il titolo originale infatti può essere tradotto come Sull'erba secca) a liberare le coscienze dei protagonisti pronti a tornare a vivere, sconfitti, piegati, ma ancora alla ricerca di quello che potrà essere un mondo diverso, non per forza migliore. Da un punto di vista strettamente cinematografico è difficile capire se sia più meritevole di lode la sceneggiatura così articolata e precisa nell'analizzare i personaggi e l'impercettibile ingranaggio in cui sono rinchiusi, o la regia sempre pronta a gettare un'ombra di dubbio su quello che ci mostra con un piccolo movimento di macchina o per mezzo dell'indugiare su uno stacco. Perfetto il cast anche se il premio per la miglior attrice al Festival di Cannes 2023 è chiaramente frutto delle scelte di una giuria che cerca di equilibrare il palmares. Un film antispettacolare, di non

Recensione di   Alessandro Castrini Alessandro Castrini

The Wolf of Wall Street

(Film, 2013)

Sceneggiatura 7.5/10Regia 8/10Attori 9/10Fotografia 8+/10Scenografia effetti visivi 7/10Trucco, acconciature, costumi 7/10Suoni e colonna sonora 7/10

Recensione di   Rossana Rossana

Departures

(Film, 2008)

Un film poetico, di una bellezza struggente... visto in tv in religioso silenzio e solitudine. Daigo, restituisce la vita, per l'ultima volta, ai volti senza vita. C'è amorevolezza nei suoi gesti, cura, dignità.Non è mai troppo tardi per riconciliarsi con la propria storia.

Recensione di   Notjustmovie Notjustmovie

Hypnotic

(Film, 2023)

Quando si guardano parecchi film, capita di incappare in idiozie clamorose da lasciarti basita.Per il 2023 sicuramente, per quanto mi riguarda, il premio lo vince questo “Hypnotic” diretto con la mano sinistra da Robert Rodriguez, si, quello di “Dal Tramonto all'Alba”. “Hypnotic” è un pasticcio indefinibile, due ore di spiegoni che ammorbano lo spettatore girati con la spocchia da “wannabe Nolan” che a tratti riesce persino ad irritare. Un film dove non funziona niente, gestione dei ritmi, dialoghi (agghiaccianti), montaggio. In pratica la versione da discount di Inception, film per cui non sono impazzita va detto, ma tecnicamente superbo e con un cast assolutamente impeccabile. Là infatti c'era un Leonardo Di Caprio, come al solito, praticamente perfetto…qui c'è Ben Affleck. Allora, nulla da dire sul Ben Affleck regista, adoro “Argo”, avrei parecchio da eccepire sulle sue qualità di attore, specialmente dopo “Batman”. Qui si aggira col faccione monoespressivo tra lo svogliato e l'imbarazzato per tutta la durata del film, come se non vedesse l'ora di incassare l'assegno e tornarsene a casa.Dopo un brevissimo, per fortuna, passaggio in sala, il film per chi ne avesse voglia, è su Prime Video.

Recensione di   Una Poltrona Per Due Una Poltrona Per Due

Un tranquillo weekend di paura

(Film, 1972)

Uno scontro tra natura e civiltà, tra cultura e spontaneità, tra razionalità e violenza, il film di John Boorman del 1972 – cinquant’anni portati benissimo – è tutto questo e molto di più. Prima che la costruzione di una diga inondi tutta una zona della Georgia, quattro amici provenienti da Atlanta, Lewis (Burt Reynolds), Ed (Jon Voight), Bobby (Ned Beatty) e Drew (Ronny Cox), decidono di navigare il fiume in canoa per un’ultima volta. Mal gliene incolse perché l’allegra scampagnata si trasforma, nel volgere di poche ore, in un e vero e proprio incubo.

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Cinemaserietv I MIGLIORI HORROR A TEMA RELIGIOSO DA VEDERE

I MIGLIORI HORROR A TEMA RELIGIOSO DA VEDERE

Il cinema horror ha da sempre esplorato i temi religiosi, sfruttando le paure più profonde e intrinseche legate alla fede, al sacro e al profano. Questo genere di film riesce a mettere in scena le angosce universali legate al soprannaturale, offrendo storie che affondano le radici nel mito, nella superstizione e nella realtà. Ecco quindi una selezione dei migliori film horror a tema religioso, che spaziano dai classici intramontabili alle nuove gemme del genere. 1) L'esorcista (1973) Considerato uno dei più grandi film horror di tutti i tempi, L'esorcista diretto da William Friedkin è un'opera che ha saputo terrorizzare intere generazioni di spettatori. La trama ruota attorno a Regan MacNeil (Linda Blair), un’adolescente posseduta da un'entità demoniaca, e ai disperati tentativi di due sacerdoti di esorcizzarla. Basato sul romanzo di William Peter Blatty, la pellicola ha vinto due premi Oscar - miglior sceneggiatura non originale e miglior sonoro - ed è famosa per le sue scene scioccanti e per la sua atmosfera surreale e inquietante, oltre che per la colonna sonora davvero iconica . La forza de L’esorcista risiede nella sua capacità di mescolare abilmente il sacro e il profano, esplorando il tema del male assoluto in un contesto di fede religiosa, tutti elementi che lo rendono un’esperienza davvero imperdibile per gli amanti del genere. 2) Omen - Il presagio (1976) Il presagio, diretto da Richard Donner, è sicuramente un altro grande classico del cinema horror a sfondo religioso. Il film narra la storia di un diplomatico americano, Robert Thorn (Gregory Peck) che adotta un bambino orfano, solo per scoprire più tardi che il ragazzo, Damien, è in realtà l'Anticristo destinato a portare l'apocalisse sulla Terra. Man mano che eventi misteriosi e mortali cominciano a circondare Damien, Robert deve iniziare a confrontarsi con questa terribile verità e trovare un modo

La Prof Dell' Horror

"I KILL MY FAN" DELLA PROF DELL'HORROR IN DOWNLOAD GRATUITO PER CINQUE GIORNI

I kill my fan, il libro perfetto per realizzarci un film. Chordeva, una villain cattiva, senza alcuno scrupolo. Da rockstar fallita a spogliarellista improvvisata in un sito per adulti il passo è breve, ma altrettanto breve, sarà la sua sete di sangue. Una serial killer pronta a tutto, anche a scegliere tra l'amore e la sua libertà. Girl power, più assassine donne nel cinema horror!Da oggi per cinque giorni il libro: “I kill my fan” della prof dell'horror, è scaricabile gratis con un click a questo link: https://www.amazon.it/I-kill-my-fan-Spanish-ebook/dp/B0CDZJ7QWS/ref=tmm_kin_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=&sr= “Justforfan”. Una cantante metal fallita. Zero opportunità di lavoro. Una società che strizza l'occhio alla bellezza. Chordeva ha perso tutto: la band, l'amore, l'impiego, la dignità. L'ultima spiaggia è quel posto dove mai vorrebbe approdare. Ma, il denaro facile, cambia la sua mente. Soldi, tanti, subito. Esiste un modo per ottenerli senza alcun sacrificio? Sì, e ha il profumo del sangue, quello dei suoi fan."In un tempo non troppo distante, il sorriso dei bambini rifletteva la luce del sole, e con l'immaginazione volava lontano. In un tempo quasi vicino, la fantasia abbracciava le creazioni, e sognava un futuro pieno di progressi entusiasmanti. Macchine volanti, teletrasporto, invenzioni accattivanti che andavano oltre l'aspettativa comune. Tempi attuali: Internet, la più grande creazione contemporanea. I social network sono diventati indispensabili, e uno in particolare, nutre tante amebe che possiedono il QI di una gallina. La solitudine di questi giorni è un'amica preziosa, e permette loro di guadagnare bene malgrado non abbiano attitudini artistiche o capacità intellettuali di un certo calibro. Justforfan è la nuova mecca, il miraggio, il paradiso di queste povere soubrettes da quattro soldi. Un trampolino di lancio, forse qualcosa di più, forse qualcosa di meno, ma in fondo, il guadagno facile, rimane un'attrattiva affascinante.Chordeva è bella e talentuosa, e proprio per questo motivo

Diego Cineriflessi SGUARDI DAL MONDO: ASGHAR FARHADI

SGUARDI DAL MONDO: ASGHAR FARHADI

Dall'Iran arriva una buona tradizione di registi festivalieri: Kiarostami prima e adesso Panahi, Jalilvan e Rosoulof. Tutti con problemi più o meno importanti con la censura del regime, ma supportati dalla critica internazionale. Il più conosciuto della sua generazione è sicuramente Asghar Farhadi che partendo dal suo Iran è arrivato a girare produzioni internazionali come Il passato e Tutti lo sanno e alla vittoria di due premi Oscar come Miglior Film Internazionale. Le sue prime tre opere, difficili da vedere in Italia, non ebbero grande distribuzione internazionale, ma i temi che poi impareremo a conoscere nei suoi film più famosi sono già presenti. Dancing in the dust parla della difficile separazione di due giovani e di come reperire i soldi per restituire la dote; Beautiful city tratta di un condannato a morte e di come il perdono del padre della vittima possa evitargli l'esecuzione; Fireworks Wednesday torna a parlare di matrimoni in crisi mostrando al mondo la tradizione dell'accendere in strada fuochi d'artificio nell'ultimo mercoledi dell'anno persiano per purificarsi e iniziare bene l'anno nuovo. Con About Elly arrivano i grandi Festival e i premi. La pellicola vince l'Orso d'argento per la miglior regia al Festival di Berlino e il film lo lancia in tutto il mondo. Farhadi gira un thriller sociale in cui la scomparsa di una donna e i segreti di un gruppo di persone confinati in una villa al mare sono un motore narrativo eccezionale. I fantasmi dell'infelicità e della chiusura della società iraniana deflagrano in un nodo gordiano (cifra stilistica delle sceneggiature stupende del regista iraniano). E poi arriva Una separazione. Orso d'Oro al Festival di Berlino, ma soprattutto Oscar come Miglior Film Internazionale e consacrazione mondiale. Una nuova sceneggiatura che è un ingranaggio perfetto e mette alla berlina le differenze sociali, l'esaltazione religiosa e la crisi

Valentina MAGIA E AMORE: L'INCANTO DI AMORI E INCANTESIMI

MAGIA E AMORE: L'INCANTO DI AMORI E INCANTESIMI

Cari lettori, benvenuti e bentornati al nuovo appuntamento con la rubrica “Cuori sullo schermo”. Se nel mondo delle commedie romantiche esiste il connubio perfetto, sicuramente vince la combo amore/magia.Il fascino di queste storie risiede nella loro capacità di trascendere la realtà quotidiana, permettendo a noi spettatori di sognare e di sperimentare emozioni intense attraverso situazioni straordinarie. Riti magici, pozioni d’amore, incantesimi che sfuggono di mano e che creano dinamiche a dir poco bizzarre…non c’è niente di meglio! Il film perfetto, che racchiude tutto questo è sicuramente “Amori e incantesimi”. Titolo originale “Practical Magic”, film del 1998 diretto da Griffin Dunne, basato sul romanzo omonimo di Alice Hoffman. Pellicola incantevole, che racchiude la combinazione perfetta di romanticismo, dramma e magia, reso ancora più magico grazie all’incredibile cast: Nicole Kidman, Sandra Bullock, Stockard Channing, Dianne Wiest, Aidan Quinn e Evan Rachel Wood. La storia delle sorelle Owens, provenienti da una lunga stirpe di streghe, una famiglia colpita da una maledizione che impedisce alle donne della famiglia di poter trovare l’amore vero, perchè ogni uomo che si innamora delle Owens è destinato a morire prematuramente…come si fa a non rimanere catturati e incuriositi da una semplice premessa del genere? Io ne sono stata rapita solo leggendo la trama striminzita che si trovava dietro la copertina della videocassetta (si…io c’ero!)! E quella videocassetta si è rovinata prima del tempo, tanto mi sono innamorata di questa storia. La notizia recentissima di un remake di Amori e incantesimi, a 26 anni dal suo debutto nelle sale, mi ha riempito il cuore di gioia, soprattutto perchè la Kidman e la Bullock saranno direttamente coinvolte non solo davanti allo schermo ma anche come coproduttrici. I sequel molto spesso subiscono l’effetto “Non tutte le ciambelle riescono con il buco”, ma voglio essere fiduciosa e sperare che ne esca fuori

Filmamo Friends :-) MARGUERITE TRA I ROVI, IL NUOVO INCREDIBILE ROMANZO DI RICCARDA RICCO’, GIORNALISTA E SCRITTRICE

MARGUERITE TRA I ROVI, IL NUOVO INCREDIBILE ROMANZO DI RICCARDA RICCO’, GIORNALISTA E SCRITTRICE

Intervistiamo la Scrittrice e Giornalista Tv Riccarda Ricco’ in occasione del suo nuovo, incredibile Romanzo - Marguerite tra i rovi, il nuovo Romanzo di Riccarda Ricco’, Giornalista e Scrittrice, oltre che volto noto televisivo : un Giallo, Noir, Thriller...che indirizzo di genere diamo agli amici readers di FilmAmo ?Non è esattamente un romanzo di genere. È stato pubblicato come giallo perché c’è un’indagine e ci sono dei morti, ma più che la parte investigativa è il rapporto tra le persone che viene analizzato nel profondo e quanto i luoghi con la loro energia riescano a influenzare questi intrighi. È dunque sì giallo, ma anche nero e in alcuni punti sentimentale.- La storia è ambientata in un borgo dell’Appennino Emiliano, qui risulta evidente la vicinanza dei luoghi da Te frequentati e vissuti... ci sono quindi note biografiche nel racconto ?Il romanzo è ambientato in un borgo vicino alla Versilia. La vicinanza con l’Appennino tosco-emiliano si può percepire in pochi passaggi, come quello dove si citano i Santi Pellegrino e Bianco sepolti nella teca del santuario nei pressi del Passo delle Radici, proprio sul confine tra Emilia e Toscana.Non ci sono tratti autobiografici, la storia è completamente inventata. L’unica cosa che esiste davvero sono i luoghi. E quei luoghi sono da me conosciuti molto bene.- Alcuni critici hanno osservato che si tratta di uno scritto femminista, perché gli uomini che lo popolano sono in gran parte degli egocentrici o dei ladri o semplicemente dei violenti che l’Autrice Ricco’ detesta e ci rende partecipi delle loro malefatte...Non lo definirei uno scritto femminista. Esiste un uomo che picchia la moglie e molesta la figlia, così come c’è una fattucchiera che utilizza la magia nera per fare del male a un’altra donna. Esiste una ragazza che per cercare la felicità fa del male a se

La Prof Dell' Horror NON MENTIRMI, IL NUOVO LIBRO DI JESSICA SEPE (LA PROF DELL'HORROR)

NON MENTIRMI, IL NUOVO LIBRO DI JESSICA SEPE (LA PROF DELL'HORROR)

NON MENTIRMI, il nuovo libro di Jessica Sepe, è disponibile su Amazon sia in formato cartaceo che E-book.“Ci sono notti in cui tutto può succedere. Un palpito inspiegabile avvolge le nostre membra e ci conduce verso qualcosa che potrebbe essere la nostra rovina. Keira è bella, dolce, e quando i suoi occhi incrociano, attraverso uno schermo, quelli di Evan, nulla sarà più come prima. L'enigmatico attore è affascinante, ma anche un pelino depravato, scurrile, e soprattutto, mente con la facilità di una vespa pronta a pungere se sei a trenta metri dal suo nido. Il suo più oscuro segreto ha un nome: Aliena. Un folle demone con cui ha stretto un patto anni addietro. Intrighi, menzogne, tentativi di rimediare a errori commessi, e tanto, tantissimo sangue di vittime innocenti. Ma, nulla è come sembra, e tutto può cambiare in un battito di ciglia. Dentro una menzogna, si nasconde la verità, o è la realtà la menzogna stessa?"L’AUTRICEJessica Sepe, in arte la Prof dell’horror, comincia a muovere i primi passi artistici nell’ambito musicale. Inizia come cantante black/death metal nella veste di Lucifera, rilasciando due album e qualche singolo, per poi dirigere il suo interesse verso la sua scrittura.Come autrice pubblica ben undici libri. Varie storie distopiche (2075-Apocalipsa, Lovend, Io non ho credito – Pass(i)vita, Solaria), ma non mancano racconti horror tradizionali (Stalker fino alla (tua) morte, Le stagioni dell’amor(t)e, Asteria, Finché morte ci separi, I kill my fan), in cui spesso sono protagonisti serial killer divenuti tali per necessità. Per concludere, c’è anche una raccolta di poesie macabre, intitolata: ∞.La sua ultima opera “Non mentirmi” si differisce dalle altre dando spazio a una grande storia d’amore, sempre in chiave orrorifica. Il sentimento sarà ostacolato da un temibile diavolo innamorato, possessivo, e completamente pazzo. "Tra gli impegni dell’autrice, c’è la collaborazione con

Cinemaserietv MIGLIORI SERIE TV FANTASY

MIGLIORI SERIE TV FANTASY

A volte, la vita può diventare piuttosto routinaria: sappiamo cosa aspettarci dalle nostre giornate e sembra di essere bloccati in un loop. Ecco allora che tuffarsi nel mondo della fantasia può cambiare le carte in tavola: grazie all'incredibile tecnologia e agli effetti speciali di oggi, ciò che vediamo in TV sembra più reale che mai. Che siate fan sfegatati del genere fantasy o semplicemente desideriate approcciarvici per la prima volta, vi consigliamo le cinque migliori serie tv fantasy, che vi trasporteranno in universi nuovi ed emozionanti. Preparate i popcorn e mettetevi comodi per vivere un'avventura senza precedenti tra draghi, lotte di potere, esseri sovrannaturali e una nota di steampunk! Il trono di spadeAdattamento del ciclo di romanzi di George R.R. Martin “Cronache del ghiaccio e del fuoco", con Il trono di spade HBO ha ridefinito il concetto di serie tv fantasy. Con un cast corale entrato nei cuori del pubblico, personaggi complessi e trame intricate, la serie, andata in onda per otto stagioni, dal 2011 al 2019, è diventata un fenomeno culturale e ha stabilito un nuovo standard per la serialità fantasy. Questo avvincente racconto ruota attorno alle lotte di potere tra le case nobiliari che si contendono il controllo del Trono di Spade e dei Sette Regni di Westeros, tra cui Stark, Lannister e i Targaryen, ognuno con le proprie ambizioni, i propri punti di forza e i propri difetti. In un contesto di intrighi politici e guerre crescenti, i personaggi de Il trono di spade devono muoversi in un ambiente insidioso, stringendo alleanze, compiendo sacrifici e affrontando dilemmi morali per sopravvivere in un mondo dove il potere è la principale moneta di scambio. Ogni stagione presenta colpi di scena scioccanti, battaglie epiche e uno sviluppo complesso dei personaggi, affascinando il pubblico attraverso l'esplorazione di temi come la lealtà,

Emiliano Baglio UNO SGUARDO SUL BIOGRAFILM FESTIVAL 2024.

UNO SGUARDO SUL BIOGRAFILM FESTIVAL 2024.

Biografilm 2024. FILMAMO presente con accredito al 20° Biografilm Festival. Mira Jargil & Christian Sønderby Jeosen: The monk (2023). Concorso Internazionale. In un momento di crisi i cineasti Mira Jargil e Christian Sønderby Jeosen decidono di realizzare un documentario su Jan Erik Hansen.Hansen in passato è stato uno dei pionieri della ricerca di un vaccino contro l’Aids ma oramai da anni ha abbandonato tutto e vive come monaco buddista sulle montagne dello Sri Lanka.Il progetto però ben presto si arena a causa delle differenti visioni dei registi e del protagonista sulla direzione che deve prendere il film.Quattro anni dopo tuttavia…The monk è un lavoro realizzato, in un certo senso, contro la volontà del suo stesso protagonista che, probabilmente, non avrebbe mai approvato il risultato finale vista la sua reticenza a voler parlare della sua vita passata.In questo i due autori sono onesti e non nascondono il fatto che, quattro ani prima la loro volontà di realizzare un film su Jan Erik Hansen fosse fallita.Vi è dunque innanzitutto un problema etico e morale alla base del lungometraggio; d’altronde The monk è un film che solleva domande più che offrire risposte.Innanzitutto, come detto, sulla sua stessa legittimità.Sebbene nel film vengano intervistati gli amici ed i familiari del medico/monaco, e dunque il film sia realizzato con la loro collaborazione, appare chiaro che The monk esiste solo in virtù dell’assenza del suo stesso protagonista.Le altre domande riguardano proprio lui.Chi era veramente Jan Erik Hansen?Un uomo che stanco della sua esistenza ha deciso di tagliare i ponti con tutti, abbracciare il buddismo e realizzarsi in esso?Un monaco venerato dagli abitanti del luogo e con milioni di persone che seguivano le sue lezioni su YouTube, chiedendogli consiglio?Oppure una persona con problemi mentali che sono stati accentuati dalla scelta di condurre una vita di meditazione solitaria?I due

La Prof Dell' Horror ITALIAN HORROR FANTASY FEST: SETTIMA EDIZIONE

ITALIAN HORROR FANTASY FEST: SETTIMA EDIZIONE

Recentemente si è conclusa la settima edizione dell'Italian Horror Fantasy Fest, in una cornice superba e spettacolare, circondata da un'ampia area verde con tanto di laghetto artificiale.Il festival, patrocinato dal suo patron, il produttore Luigi Pastore, ben noto per la sua casa di Produzione "Lupa Film", e per la sua carriera di regista (Pazzia, Come una crisalide, Violent shit: The Movie, ecc), si è svolto nel magnifico e moderno multisala Stardust Village, una location bellissima e accogliente,che ha accolto numerosi ospiti, quali il maestro degli effetti visivi Sergio Stivaletti, nonché abile regista, (M.D.C, i tre volti del terrore, Rabbia furiosa - Er Canaro, ecc), e il simpaticissimo comico Alvaro Vitali, attore di numerose commedie degli anni '80, (impossibile non collegarlo al personaggio di Pierino).Lo Stardust Village, è stato inoltre il palcoscenico di un evento spettrale al di fuori del comune. Dal 13 al 16 Giugno 2024, Radiotaxi 3570, in collaborazione con l'IHFF, ha deviato verso uno spaventoso ignoto, con autisti intenzionati a scovare il terrore più sinistro e profondo, e a condurvi i propri passeggeri. L'iniziativa è stata un successo, e i passeggeri sono stati premiati con biglietti per il festival e gadget horror. La serata di premiazione finale, è stata brillantemente condotta da Paolo Ruffini, che col suo indubbio spirito esuberante e il suo carisma ha saputo intrattenere, coinvolgere, anche grazie a uno sfolgorante monologo che ha toccato temi cruciali come il politicamente corretto, la censura e la distorsione visiva imposta dai social media.La Giuria di Qualità, in questa edizione è stata presieduta dal regista Eros Puglielli, dalla scrittrice Alda Teodorani, dal giornalista e critico cinematografico Roberto D'Onofrio, dal produttore esecutivo Moreno Menchi e dal direttore artistico del Fantafestival Marcello Rossi, che dopo un'attenta valutazione, ha decretato i vincitori del miglior lungometraggio e del miglior cortometraggio in concorso.​Miglior Lungometraggio: